Truffa dei diamanti

Si parla tanto di Vasco Rossi, ma nessuno s’interessa di chi ha davvero perso tutto.

Truffa dei diamanti
di Vincenzo Imperatore
(da www.ilfattoquotidiano.it, 21 febbraio 2019)

spessore(2), impegno(1), disimpegno(2)

Ci sono frasi insopportabili, quelle che solo a sentirle ci urtano. Tra queste, una è la classica “Io l’avevo detto!”. Che fastidio.

Eppure oggi mi tocca dirlo, io l’avevo detto e, ancora, io so e ho le prove perché di insopportabile in giro c’è molto di più: ci sono quelli che ti stringono la mano con la destra e nella sinistra tengono una pietra, ci sono quelli che guardano i dati anagrafici degli sfregiati e scelgono di raccontare le storie solo di quelli più conosciuti, dimenticandosi troppo spesso delle vittime più deboli, di quelli cioè che più avrebbero bisogno di essere ascoltati e difesi. Ed è proprio a loro che io voglio dare voce.

Ma partiamo dal fatto, perché chi perde le staffe (io nel mentre scrivo) rischia di essere lungo e incoerente.

È notizia di questi giorni che l’inchiesta sulla presunta truffa (la chiamano ancora presunta) dei diamanti si allarga tanto da perdere contorni e confini. Escono fuori i nomi delle banche e i nomi dei clienti, solo quelli eccellenti, come Vasco Rossi, Federica Panicucci, Simona Tagli, Diana Bracco.

La Guardia di Finanza sequestra circa 700 milioni di euro. Bpm, Banca Aletti, Unicredit (ma davvero?), Intesa e Mps risultano indagate. Tra il 2012 e il 2016 due società, Idb e Dpi, avrebbero (avrebbero?) venduto, attraverso intermediazione, diamanti ad un prezzo superiore, di molto, al reale valore.

Tutto vero? Quasi tutto! Quel “quasi” si riferisce al fatto che la truffa è iniziata nel 2000, come testimoniano le circolari della banca presso la quale ho lavorato per 22 anni. E quindi la platea dei truffati si allarga. Come mai l’indagine si riferisce solo al periodo 2012-2016? I truffati ante 2012 sono di serie B?

Per il resto tutto vero. C’è da strapparsi i capelli da testa ma è così. Io l’ho visto, io c’ero dentro, io l’ho denunciato. Il cliente era consigliato (!) a comprare il diamantino anche se obiettava “… ma nemmeno alla mia amante ne ho mai comprati!”. Ma il risparmiatore non solo non era libero di rifiutare l’acquisto della pietra ma non aveva neppure l’autonomia di vendere “il bene” a proprio piacimento. Chi avrebbe voluto disfarsi del diamante prima del sesto anno, avrebbe pagato penali dal 16% al 10%, chi avrebbe avuto la forza di mantenerlo non poteva che venderlo solo, e solamente, alla società parallela della banca, perdendo almeno il 20%. Un Leone non chiede il permesso prima di mangiare una zebra.

Tutto questo è scritto in Io so e ho le prove, edito da Chiarelettere. È tutto quello che so, che ho visto, che ho odiato, che ho denunciato e che ho raccontato prima degli altri (ottobre 2014), che non mi meraviglia, che un po’ mi rende orgoglioso perché forse ho dato ai truffati la possibilità di capire in anticipo, di essere rimborsati. 

Andiamo dal fatto al punto. Dicono che i giornali non godono di buona vita e allora ho capito che forse seguono la logica di Frank Underwood, il personaggio della serie televisiva House of cards interpretato da Kevin Spacey: “Quando la carne fresca sei tu, uccidi e dagli in pasto qualcosa di più fresco”.

Ah, Kevin Spacey, che attore! È stato mangiato anche lui. Forse l’ha meritato, forse no, ma quelli di cui voglio parlare io no, loro non l’hanno meritato, sono stati colpiti dalla suddetta pietra nella sinistra e poi ignorati. In questo caso la carne fresca è Vasco Rossi, è Federica Panicucci, è Simona Tagli, è Diana Bracco. Il pubblico ha fame! Gli altri truffati? Ma chi se ne frega.

Vasco Rossi

Non vi fa rabbia? Migliaia e migliaia di truffati che non contano niente, le loro storie non contano niente, perché non fanno vendere, non saziano le persone. Povero Vasco, ha perso due milioni e mezzo di euro. Chi dice povero Vasco ha venduto due milioni e mezzo di singoli e ha fatto due milioni e mezzo di spettatori? Non me ne voglia la rockstar ma lui quell’investimento può pure scordarlo e non fare “rewind”.

Salvatore “rewind” lo fa ogni sera. Salvatore è un impiegato, voleva far studiare i figli e ha investito in ciò che gli hanno detto sicuro, a rendimento sicuro. Lui ha perso i suoi risparmi, ha visto cadere i suoi progetti, il suo futuro, della sua famiglia. Lui San Siro non può riempirlo. Almeno una riga, una sola riga, gliela si poteva dedicare.

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Truffa dei diamanti ultima modifica: 2019-04-10T04:49:16+02:00 da GognaBlog

12 pensieri su “Truffa dei diamanti”

  1. 12
    DinoM says:

    Io posso solo dare un consiglio pratico ai non esperti. Per cercare (cercare !!!!) di evitare strumenti finanziari pericolosi, quando l’operatore bancario vi fa firmare il documento informativo, dichiaratevi “assolutamente NON esperti”.
    In questo modo la Banca “dovrebbe” essere più cauta nel proporre investimenti rischiosi.

  2. 11
    Paolo Panzeri says:

    Da quello che ho capito, sia i “diamantieri”, sia i “banchieri”, sia gli “investitori” avrebbero potuto guadagnare bene, sopratutto i primi e i secondi, ma i primi hanno esagerato e i secondi han fatto i puri e entrambi son stati pizzicati dalla “legge” perché hanno fatto spendere soldi senza guadagnare a troppe persone “importanti” che vogliono solo guadagnare.Il mondo italiano è troppo creativo per riuscire ad avere un sistema di legalità/punizioni che funzioni? abbiamo solo il sistema politico?I poteri non sono tre?Ps: ho messo le virgolette attorno ai termini sui quali ho dei dubbi.

  3. 10

    L’ennesima conferma che la sicurezza non esiste. Come non esisteva al Vajont o al ponte Morandi. Solo per fare due esempi noti a tutti. Chi crede nell’onestà delle banche e delle assicurazioni è un ingenuo. Personalmente ho stima di quegli artisti (Paul MC Cartney, David Gilmour, Mark Knopfler, Eric Clapton, ma la lista è lunga…) che coi soldi ci fanno beneficenza, ma che Vasco Rossi resti fregato non me ne può importare una beata fava. Per esperienza so che le speculazioni facili finiscono sempre male. Conosco uno dei più noti economisti del mondo (che proviene dalla città in cui le banche sono state inventate) che mi ha sempre detto che il posto migliore dove tenere i soldi è sotto il materasso.

  4. 9
    Salvatore Bragantini says:

    Giacomo Govi ha ancora una volta ragione. La banca guadagnava una ricca commissione, e per questo proponeva i diamanti. Se posso solidarizzare, magari per ragioni di età avanzata, con qualche vecchietto davvero truffato, nella gran parte dei casi non credo sia così.
    Sono un grande fan di Vasco, ma non mi dite che era sprovveduto. L’ingordigia ne frega tanti, Galbraith diceva con cinismo realistico che ogni tanto la Borsa, o l’economia, si incarica di separare il denaro dagli stupidi. Ricordiamo l’invito proprio di Vasco, “fregatene dell’orgoglio, ne ha rovinati più lui del petrolio” …

  5. 8
    Alberto Benassi says:

    sui bond e sull’ acquisto delle azioni delle banche fallite è molto diverso.
    Li c’era quasi  una costrizione. Ti davano  il finaziamento ma dovevi comprare  i titoli della banca, altrimenti niente finanziamento.
     
    I diamanti mi sa che non sono la stessa cosa.

  6. 7
    Fabio Bertoncelli says:

    E stata truffata anche una moltitudine di cittadini comuni.
    Come con i famosi “bond” argentini.
    Come con le azioni delle banche fallite.

  7. 6
    Alberto Benassi says:

    e comunque certi vip con tutti i soldi che hanno, sono  dei truffati, ma sono anche ingordi.

  8. 5
    Alberto Benassi says:

    si è vero si chiama truffa.
    Ma quando qualcuno: la banca, o il promotore finaziario,   ti promette  grandi e facili guadagni, dovresti alzare le orecchie, non farti venire l’acquolina in bocca.

  9. 4
    Fabio Bertoncelli says:

    Si chiama truffa.
    Chi ne è stato vittima si chiama truffato.
    Non si chiama ingordo.
    … … …
    Cosí dice il vocabolario della lingua italiana.

  10. 3
    Giacomo Govi says:

    Si, tale Vincenzo dovrebbe spiegarsi meglio nell’articolo, non vedo come la banca possa avere costretto i malcapitati a comprare i diamanti. Il fatto di non potere vendere senza penali e’ invece possibile, se si firma un certo contratto senza sapere cosa si firma si possono avere delle brutte sorprese.
    Ad ogni modo questa causa, come le tante altre di piccoli risparmiatori ‘fregati’ in un tentativo di speculazione suggerito dalla banca, non mi scalda molto…
    Fatte salve le responsabilita’ del promotore finanziario nell’informare, bisognerebbe sapere che nessuno regala denaro e che ogni ‘buon affare’ ha il downside di rischio, piu’ o meno evidente.
    Se ha le prove che le banche imbrogliano, vada dal giudice…

  11. 2
    Alberto Benassi says:

    se invece era solo ingordo ….

    beh…un pò di ingordigia c’è stata.
    Povero Vasco Rossi…del resto voleva una vita spericolata.

  12. 1
    Massimo says:

    “Ma il risparmiatore non solo non era libero di rifiutare l’acquisto della pietra” . Questa non l’ho capita. In che senso non era libero? Veniva obbligato? Minacciato?  O semplicemente allettato con promesse di mirabolanti rendite? Perchè se non poteva rifiutarsi doveva andare subito da un giudice, se invece era solo ingordo ….

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