Un paio di scenari senza di noi

Chiacchierata sul prossimo futuro (si spera) con Alan Weisman, che ha provato a immaginare il pianeta dopo la scomparsa dell’uomo.

Un paio di scenari senza di noi
di Stefano Baldolini
(pubblicato su huffingtonpost.it il 6 aprile 2020)

“Più silenzioso, persino più bello”. Ma non abbastanza da essere invocato dall’uomo che lo prefigurò qualche anno fa. “Voglio un mondo con noi, ma stiamo rischiando grosso”. Quello che stiamo rischiando, per ora, sono ciuffi d’erba tra i sampietrini di piazza Navona, anatre parigine che si spingono fino alla Comédie Française, la Strip di Las Vegas che torna Deserto…

Il lockdown figlio del coronavirus ha in poche settimane già regalato al nostro immaginario dei luoghi nuovi, a cavallo tra esperienze sci-fi e ricerche fotografiche post-apocalittiche. Fortunatamente, a proposito di fiction, dovremmo essere ancora lontano dai livelli di efficienza di un Thanos, divinità Marvel relativamente recente, che con uno schiocco di dita realizza l’equilibrio cosmico ed elimina la metà degli esseri umani. Anche se, “siamo troppi”, ripete con meticolosità, chi, Il mondo senza di noi, ha provato a immaginarlo, qualche anno fa.

Stiamo parlando di Alan Weisman, giornalista scrittore nato 73 anni fa nel Minnesota, che 13 anni fa – ironia della sorte, nel pieno dell’ultima catastrofe globale, un’altra certo, quella finanziaria, la crisi dei mutui, ma in grado di ridisegnare le nostre esistenze come quella odierna del Covid-19 – nel 2007 dunque diede alle stampe un saggio che doveva rispondere a una semplice domanda: che cosa succederebbe sul nostro pianeta dopo la scomparsa dell’uomo?

Lockdown per il coronavirus, marzo 2020. Foto: Associated Press

Immaginiamo un mondo in cui tutti noi, e solo noi, scompariamo all’improvviso. Domani”, scriveva Weisman che in questi giorni abbiamo raggiunto nella sua casa del Massachusetts grazie al solito collegamento skype, al solito sfondo di un interno colto ma non borghese di abitazione suburbana dell’East Coast, luce tagliente di pomeriggio inclusa. Weisman è un tipo pericoloso, come tutti i potenziali guru che dissimulano, che vogliono essere come te: “Stefano, non sono un profeta, sono un giornalista come te”, ti dice subito, giusto per mettere le cose in chiaro. Ma “il giornalista-come-te”, che ha insegnato alla University of Arizona, è stato contributor per Harper’s, The New York Times Magazine, The Atlantic Monthly e Discover, sul cui bestseller il National Geographic ha realizzato un documentario (citato, ma non dovrebbe averne responsabilità, anche dal blog di Beppe Grillo), tra le varie occupazioni, tra cui nel 2011 una lezione a Roma La fine del mondo, una guida all’uso, ha buttato giù qualche riga del tipo: “Ipotizziamo, ad esempio, che un virus colpisca Homo Sapiens spazzandoci via ma lasciando intatto il resto”. Sbam. Ed è subito profezia. E quindi glielo richiediamo. 

Ma Weisman è rigoroso. Unisce giornalismo d’inchiesta e giornalismo scientifico.

Erba a piazza Navona, Roma. Foto: GEDI-La Repubblica.

Io sono soltanto un giornalista, e ho parlato con delle persone che potrebbero aver detto cose profetiche. Prima di scrivere il libro ho parlato con molti epidemiologi per capire se è possibile che un virus che colpisce solo l’homo sapiens possa eliminarci tutti e capire quanto radicalmente questo sia possibile; e se in caso di mutazione, lo stesso virus può essere letale per tutti noi senza colpire nessun’altra specie. Il Covid-19 è letale per molti, per fortuna non per tutti, ma la cosa più importante che gli esperti mi hanno detto è che non c’è bisogno di essere dei profeti. Quello che è accaduto non è una sorpresa. Le pandemie si sono sempre verificate nella storia dell’umanità, e quando ho chiesto loro se sarebbe scoppiata un’altra pandemia, mi hanno detto che il punto non era SE ci sarebbe stata un’altra pandemia, ma QUANDO si sarebbe verificata. Mentre facevo ricerche per il mio libro successivo (Countdown, NdR), mi hanno spiegato che dal momento che siamo così numerosi e che nessun altro grande animale si è riprodotto al nostro ritmo (ci siamo quadruplicati nel corso di un solo secolo), e dal momento che siamo connessi così strettamente dai commerci e dai viaggi, la successiva pandemia si sarebbe diffusa con incredibile rapidità e che avrebbe infettato un numero maggiore di persone rispetto a qualsiasi altra pandemia precedente. E sembra proprio che sia vero”.

Vero o meno, è un fatto che in questi giorni, abbiamo creato un paesaggio che ci ricorda molto quello che ha descritto nel suo libro, uscito dalle nostre parti per Einaudi. Un orizzonte dove gli esseri umani sono scomparsi. 

– continua Weisman, che a ogni risposta si premura di sincerarsi di aver soddisfatto l’interesse dell’interlocutore – di certo le persone sono scomparse, ma resta ancora da vedere quante persone scompariranno davvero a causa di questo virus. Non credo che ci sarà un mondo del tutto disabitato dagli esseri umani, ma al momento anche le persone ancora vive, come noi, sono perlopiù confinate nelle loro case. Dunque, è tutto molto silenzioso. Mi è capitato di vedere alcune foto delle strade delle maggiori città, come Roma o come New York, come Pechino, completamente deserte, il cielo è pulito, è una cosa fantastica. Pechino è un esempio interessante perché è già successo prima quando ha ospitato le Olimpiadi: la gente ha smesso di guidare e il cielo si è ripulito, era possibile vedere le stelle di notte. E la stessa cosa sta succedendo adesso, perché la gente non si sposta più in macchina. Anche a Los Angeles il cielo si è ripulito e in molte città gli animali si sono avventurati fuori dai boschi perché non ci sono persone. È una cosa molto bella…”.

La Strip di Las Vegas. Foto: ANSA.

A questo punto un brivido necessario corre lungo la schiena del “giornalista-come-ecc.”. Il nostro esperto sembra apprezzare lo status quo? Un mondo fatto per le stelle nel cielo su strade lasciate deserte (da noi, ovviamente)? Dove non c’è traccia nemmeno di un padre e figlio alla ricerca di cibo tra amichevoli cannibali in stile McCarthy? Fortunatamente la mia espressione – pur via skype – deve aver fatto centro. Arriva la precisazione. 

Questa esperienza ci sta facendo capire che viviamo troppo al limite e… credo che una crisi come quella del Covid-19 fosse inevitabile. Ma, attenzione, non desidero un mondo senza di noi. Voglio un mondo con noi. Voglio che siamo capaci di coesistere con il resto della natura senza distruggerla perché così facendo arriveremo alla nostra stessa distruzione”. 

Superata la paura, torniamo al libro. Ai diversi scenari descritti in cui gli esseri umani scompaiono dopo anni, centinaia d’anni o millenni. E’ troppo presto per far parte di uno di questi, probabilmente.

Non appena l’uomo abbandona un’area, piante e animali si fanno vivi. Non so se in questo momento i marciapiedi di New York siano tenuti nelle stesse condizioni di prima. Ora siamo in primavera e vediamo che gli alberi sono sbocciati. Se la manutenzione non rientra nei servizi essenziali e gli operatori non andranno al lavoro fino a giugno, ci saranno danni ai marciapiedi. Cresceranno piante tra le crepe, o le radici cresceranno sotto l’asfalto formando delle crepe. E l’aria sarà più pulita. Lo stiamo vedendo anche con le acque che contengono molti agenti inquinanti e che stanno ritornando limpide. Ho letto di una città in Europa che è stata presa d’assalto dalle capre. Gli animali, se non li facciamo scappare, ci saranno, si riprodurranno di più, ci saranno meno cacciatori a inseguirli. Sono i primissimi cambiamenti a cui stiamo già assistendo”.

A questo punto sarebbe da capire se il processo è reversibile o meno. Se, sconfitta la pandemia tornerà tutto come prima, e le anatre, i ciuffi d’erba, la sabbia, ogni cosa al suo posto, a fare il proprio mestiere. Il nostro, qui, è analitico.

Ci sono un paio di possibilità. La prima è che il virus si esaurisca improvvisamente o si troverà un vaccino e sarà sicuro uscire. E la prima cosa che gli esseri umani vorranno fare sarà festeggiare, tornare in strada, andranno in giro in macchina, e a quel punto gli animali abbandoneranno le città. Anche se credo che una cosa che potrebbe rimanere, dopo altri due o tre mesi in cui saremo costretti in casa… credo che tanti piccoli animali e uccelli faranno il nido nelle città, ad esempio alcune specie di falchi. O come il falco pellegrino che è un uccello presente sia in Europa che in Nord America. Loro ci saranno. Quando torneremo a lavorare negli uffici, potremo vederne i nidi dalla finestra. Saranno ben visibili.

Llandudno, Galles (UK), 31 marzo 2020. Foto: Associated Press

Ma c’è anche un’altra ipotesi: se questa situazione andrà avanti per un bel po’, la gente potrebbe sentire il bisogno di uscire e potremmo trovare dei modi sicuri per fare passeggiate e rimanere distanti dagli altri. Mantenendo le distanze, magari stabilendo dei turni, forse le città consentiranno alle persone di uscire in base al numero della data di nascita, qualcosa del genere. Ma… gli spazi in cui viviamo saranno utilizzati da un numero minore di esseri umani. Stiamo constatando che è tutto più tranquillo in questo momento”.

Ci risiamo, prima balenava la decrescita totale y final, ora si palesa lo scenario ottimistico del “cosa abbiamo imparato dal virus”. Ma anche qui, per fortuna, il personaggio è complesso, e all’ottimismo volterriano si aggiunge presto un pessimismo quasi schumpeteriano.

Se la gente comincia ad apprezzare l’idea di avere un cielo pulito e delle città più tranquille, allora forse quando tutto sarà finito ripenseremo a come viviamo le nostre vite, magari lavoreremo da casa molto più di prima. Saremo più oculati negli acquisti, oppure sostituiremo la nostra dipendenza da shopping con altre forme di svago. Magari leggeremo di più. Ci sono tante possibilità. Con esito drammatico. Potremmo scoprire che il nostro sistema economico era troppo fragile e potremmo affrontare una forte depressione a livello mondiale. Non solo una recessione, ma una depressione vera e propria. Le banche potrebbero fallire. Per quanto riguarda i governi, prendiamo il governo incompetente degli Stati Uniti… potremmo assistere a una specie di collasso globale: un collasso economico e governativo. Se così sarà, quando ripartiremo, potremmo aver imparato alcune lezioni”.

Le lezioni.

Se tanta gente morirà, purtroppo, il mondo sarà meno affollato e noteremo subito la differenza. A volte dopo le grandi guerre, c’è una variazione nel tasso di natalità e in tanti fanno figli, ma questo virus sarà accompagnato da crolli economici. Non so in che misura l’economia collasserà, non so se accadrà in tutti i paesi colpiti, non so se l’UE sopravvivrà e gli Stati Uniti no. Nessuno può sapere cosa succederà, ma sono piuttosto sicuro che tutti noi in conseguenza di tutto questo, con tutte le persone che avranno perso il lavoro, con il collasso delle borse, a causa dei danni causati, tutti noi avremo meno soldi. E alla luce di questo, non credo che la gente vorrà avere figli così rapidamente, vorranno prendersi cura di quelli che hanno già. Ci sono tanti scenari possibili. In questo momento siamo in un limbo”.

Alan Weisman, l’autore de Il mondo senza di noi.

In uno dei primi capitoli de Il mondo senza di noi Weisman parla con precisione ingegneristica del disfacimento delle case, il primo manufatto umano a essere colpito dalla distruzione dopo la sparizione dell’uomo. Oggi le città sono svuotate, ma le case sono diventate dei luoghi superaffollati. Chissà che non ci si trovi a fronteggiare pericoli inaspettati.

È difficile tenere operativa una città, quando il modo in cui si finanzia è la tassazione dei suoi abitanti. Nel mio paese, stanno posticipando il pagamento delle tasse, perché siamo in emergenza. Se a settembre o ottobre saremo ancora in stato d’emergenza, alcune città si ritroveranno ad affrontare problemi molto seri. Vi sono alcuni servizi essenziali di cui le città si occupano, ad esempio si assicurano che le persone abbiano elettricità, la polizia… Dobbiamo rifletterci.

Ti faccio un esempio: adesso sono a casa mia e finora funziona tutto bene, ma io e mia moglie crediamo che la caldaia necessiti di una revisione, perché l’acqua non ci sembra molto calda. Noi non sappiamo occuparcene, non siamo idraulici, allora chi dobbiamo chiamare? E questo è il problema di una casa soltanto, immaginati i problemi di una città intera in caso siano necessari grandi lavori di riparazione da svolgere, ad esempio se si rompe una condotta dell’acqua oppure in caso d’incendio. Nel mio paese, in California, scoppiano tantissimi incendi, sarà piuttosto dura per i vigili del fuoco raggiungere questi luoghi via aereo, oppure se iniziano ad ammalarsi di Coronavirus mentre cercano di domare incendi. Alcuni di loro potrebbero non essere più disponibili. Le nostre case sono piccole città e i problemi di ogni posto, dell’edificio in cui vivi, non faranno che ingigantirsi”.

Weisman, senza saperlo, probabilmente sta vivendo un dramma simile a quello di molti italiani, lo rivela con semplicità disarmante.

Ti faccio un altro esempio. Mia suocera si trova in una casa di riposo, è un bel posto, dove le persone anziane vivono in comunità, ciascuno nel proprio appartamento, eccetera… Un’ospite della casa di cura è risultata positiva al Coronavirus e ora è in quarantena, e ha un assistente personale che si prende cura di lei ed è a sua volta in quarantena, ma tutta la struttura ha dodici addetti alle pulizie che aiutano gli ospiti a tenere puliti gli alloggi, tutti i giorni. Dopo aver saputo dell’ospite ammalata, sette di loro si sono rifiutati di andare a lavorare. Ci sono solo cinque addetti. Ed è una piccola comunità in cui vivono 200 persone… una struttura del genere è come una piccola città, ma un po’ più grande. E i problemi di ogni posto, dell’edificio in cui vivi, non faranno che ingigantirsi. Ma voglio aggiungere una cosa”.

L’ultima cosa.

Il Covid-19 ha un tasso di mortalità del 2-3%, ma la prossima pandemia potrebbe non essere così “gentile”. Potrebbe essere più simile all’ebola, o simile a quello che immagino all’inizio de Il mondo senza di noi: una pandemia che ci elimina tutti, lasciando solo la natura. Quello sì che sarebbe un pianeta molto più silenzioso. Ma non è quello che, ovviamente, auspico”.

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Un paio di scenari senza di noi ultima modifica: 2020-04-17T04:51:00+02:00 da Totem&Tabù

99 pensieri su “Un paio di scenari senza di noi”

  1. 99
    grazia says:

    Di Grazia ce n’è una, tutte le altre son nessuna! 🙂
    L’ho scritto diversamente per gioco. It’s me. 

  2. 98
    Riva Guido says:

    GRAZIA e grazia, che io scrivo Grazia, non sono la stessa persona? Mi è scappato!

  3. 97
    grazia says:

    Era “would you pardon me”…il correttore…

  4. 96
    grazia says:

    Caro Guido,
    mi sa che non ho capito, world you pardon me? 

  5. 95
    Guido Riva says:

    No Grazia. Questo è un piano ben preciso, studiato a tavolino nei minimi dettagli, giorno dopo giorno, perchè gli altri italiani dimostrano in continuazione di dare il loro meglio in ogni emergenza. Sarebbe da stupidi non approfittarne. E intanto, noi che studiamo, ridiamo, ridiamo, ridiamo, anche di notte.

  6. 94
    GRAZIA says:

    Giuseppe, sin da subito avremmo potuto servirci delle numerose strutture ospedaliere dismesse in tutta Italia, in luogo di costruire ospedali da campo dal nulla o trasformare padiglioni espositivi. Ma questa è una delle infinite incongruenze del varietà a cui stiamo assistendo. 
    Continuiamo a essere solo pubblico, purtroppo.

  7. 93
    Giuseppe Balsamo says:

    P.S. Noto che adesso si sottolinea l’aver speso milioni per ospedali vuoti, mentre a inizio epidemia il problema era avere pochi posti negli ospedali.
    Interessante.

  8. 92
    Giuseppe Balsamo says:

    Matteo, lo ha già ben scritto Manzoni e recentemente citato Pasini (se non erro).
    Lo ripropongo:
     
    «Gli animi, sempre più amareggiati dalla presenza de’ mali, irritati dall’insistenza del pericolo, abbracciavano più volentieri quella credenza: ché la collera aspira a punire: e, come osservò acutamente, a questo stesso proposito, un uomo d’ingegno, le piace più d’attribuire i mali a una perversità umana, contro cui possa far le sue vendette, che di riconoscerli da una causa con la quale non ci sia altro da fare che rassegnarsi»
     
    E’ lo stesso genere di meccanismo che porta alla negazione, all’attribuire la colpa al governo, all’Europa, alle tasse, a tutto tranne noi stessi.
    Al non riconoscere che i danni del virus sono colpa nostra, del nostro modo di vivere.
    Che la forzata reclusione attiene al fatto che noi (e non intendo “io”, o “tu”, ma “noi”), per chi ci governa non ci siamo dimostrati capaci di comportamenti responsabili.

  9. 91
    Matteo says:

    A me resta una grande curiosità antropologica inappagata.
    Ma perché di fronte all’inaspettato, specie se tragico, abbiamo (o almeno molti di noi hanno) una così grande necessità di trovare una causa prima umana? Perché dobbiamo trovare qualcuno a cui attribuire la colpa? E possibilmente personalizzabile? la Provvidenza, Manitù, il dottor Stranamore, lo scienziato incapace…
    Recluso in casa a causa di qualcosa di cui nessuno sa valutare il rischio (né, pare si preoccupi di farlo), sottoposto a vere e proprie vessazioni per decisione di politici che spendono milioni in ospedali che rimangono vuoti ma non si preoccupano di almeno 100000 aziende rimaste sempre aperte e in mano loro anche per il futuro prossimo (fase 2), dicevo, in queste condizioni e in questo momento, chissenefrega se il virus viene da un pipistrello, da un laboratorio o dall’iperuranea volontà di un onnipotente suino?
    Quale meccanismo scatta nel cervello della scimmia?

  10. 90
    lorenzo merlo says:

    Lo scientismo, ultimo erede del razionalismo e del congiunto materialismo, ci induce a credere esista una verità definitiva.
    Le tre dimensioni, il tempo lineare, la materia, eccetera.
    Come altrove accennato, queste ed altre verità, sussistono certamente entro il ristretto campo nel quale esauriscono il mondo.
    Ma, inconsapevoli dell’ambito in cui sussistono, le ritengono definitive.

  11. 89
    Giuseppe Balsamo says:

    Perfettamente d’accordo (85). E’ il motivo per cui ho messo il link.
    Il video è la dimostrazione, a mio parere, della contraddizione logica in cui cade chi sceglie la narrazione in base quello che vuol credere.
    Il corollario è che qualsiasi tentativo di fargli cambiare idea è destinato a fallire.
    La narrazione di una terra “piatta” (fatta peraltro con argomenti facilmente falsificabili) non la rende meno “sferica” di quel che è.
    Tuttavia, chi crede nella “terra piatta” preferirà ugualmente la “sua” realtà, quella in cui la terra è “piatta” ma solo pochi lo “dicono”.
    Nonostante ogni altra spiegazione contraria, per quanto semplice, logica e matematica questa possa essere.
    Ma è lo scientismo che ci ha portati a questo ?

  12. 88
    Andrea Parmeggiani says:

    @Grazia
    Ancora un filmato con il Prof. Montanari? Ma ancora credi a questo ciarlatano? 😉

  13. 87
    grazia says:

    Avevo già visto il filmato suggerito da Lorenzo, mentre non conoscevo quello offerto da Giuseppe.
    Thank you.

  14. 86
  15. 85
    lorenzo merlo says:

    Grande lezione sulla comunicazione e sulla psicologia.
    Ogni narrazione crea la realtà che descrive.

  16. 84
    Giuseppe Balsamo says:

    Questo non è correlato nè al COVID nè al 5G, ma viene dallo stesso canale:
    https://www.youtube.com/channel/UCOHU34pTtFNVUORh8mQhlFQ

  17. 83
    grazia says:

    Il video che vi propongo non è correlato con il 5G, ma con il covid:
    https://m.youtube.com/watch?v=Z7OTlpoOEWw

  18. 82
    Giuseppe Balsamo says:

    Grazie Silvestri per la spiegazione (79): in effetti anche il mio barbiere usa i raggi ultravioletti per sterilizzare le forbici.
    Quali radiazioni userebbe Montagnier per eliminare il virus, non è chiaro nemmeno a me e lui non lo dice. Perchè è evasivo su questo ?
    Sicuramente non sono quelle del 5G, che invece lo possono favorire, quindi devono essere altre. Ma forse non lo dice perchè lo ritiene irrilevante, dato che, come dice l’esimio, il virus si distruggerà da solo.
    C’è da sperare che ciò avvenga prima che a qualcuno venga in mente di seguire la sua teoria e irrorarci di microonde più di quanto già non siamo 🙂
    Peccato che tu non riesca a girare le notizie con il collegamento col 5G, le avrei lette con interesse.

  19. 81
    Paolo Panzeri says:

    l programma francese col Montagner è stato perfetto, proprio alla francese !!!
    Evviva la politica che rimbambisce tutti.
    Lui è il famoso furbetto e ladruncolo delle idee altrui, questa volta però ha toppato e mi spiego.
    Riporto solo 6 kikke per me divertenti:
    -tutti sanno tutto, ma nessuno parla perché viene censurato, lui invece parla
    -i cinesi hanno sviluppato il virus finanziati dagli americani
    -lui, che si sappia, è l’unico uomo al mondo capace di riconoscere, guardando un DNA, una modifica fatta in laboratorio (non suo) o fatta dalla natura
    -Il 5G cinese e altre onde elettromagnetiche condanneranno l’umanità, mentre le altre non precisate onde la salveranno
    -negli USA a ovest sta diminuendo il contagio, perché è mutato grazie alle onde
    -tutto sta finendo, non c’è da continuare così.

  20. 80
    Lusa Mutti says:

    Poichè lo studio/ricerca specifico degli scienziati indiani è stato “ritrattato” da questi ultimi (come si evince dall’intervista dell’esimio premio Nobel per la medicina) riaffiora nella mente lo spettro della ritrattazione di galileiana memoria.

    Un ragionevole dubbio amletico può sorgere?
    Ai posteri l’ardua sentenza…….

  21. 79
    Massimo Silvestri says:

    In parte ho già risposto al commento precedente (77). Cosa intenda dire Montagner sull’uso delle radiazioni per eliminare il virus mi è oscuro (nel video non lo dice, se non ho capito male dice solo che le frequenze del 5G lo potrebbero favorire).
    Ciò che posso dire è che nel campo della disinfezione dell’acqua e del trattamento aria negli impianti di climatizzazione si usano banchi di lampade UV (lunghezza d’onda nell’ordine del centesimo di micron), ovviamente in vano chiuso ossia con luce emessa confinata perchè le radiazioni UV sono dannose. L’apporto di energia di una radiazione è proporzionale alla frequenza e la frequenza è tanto più elevata quanto più è piccola la lunghezza d’onda. Come poi Montagner pensi di intervenire con radiazioni per facilitare le mutazioni nell’RNA del virus non lo so. Per quanto riguarda il ‘collegamento’ il riferimento è a notizie che, al momento, non riesco a girare.

  22. 78
    Giuseppe Balsamo says:

    Scusa, Silvestri, ma sto cercando di seguire il ragionamento che hai fatto al commento 57.
    “il virus è favorito dalla presenza di onde elettromagnetiche molto lunghe (trasmissioni 5G). Qualcuno aveva già ipotizzato un collegamento”
    In particolare sto cercando di capire quale sia il collegamento.
    Dato che il 5G ha una lunghezza d’onda di 1cm e il 4G di 1,5cm, mi chiedo perchè, visto che il 4G – che usiamo da anni – ha una lunghezza maggiore del 5G, non si faccia il collegamento con il 4G e lo si faccia, invece con il 5G.
    Riesci a darmi una spiegazione ?

  23. 77
    Massimo Silvestri says:

    Per osservazione 74 di Giuseppe Balsamo. Quello che so è che la luce solare disinfetta.
    Posso presumere che siano radiazioni di lunghezza d’onda più corta (ossia nell’ambito dell’infrarosso o del visibile) quelle che possono facilitare le mutazioni nel virus con progressiva distruzione della porzione di RNA artificialmente aggiunta e non lunghezze d’onda più lunghe. Altrimenti sarebbero distrutti dalle onde radio e tv. Ma è una mia deduzione, bisognerebbe sentire chi si occupa per professione di questi temi, non è il mio campo.

  24. 76
    Massimo Silvestri says:

    Scusate, rettifico un errore di battitura: visibile circa 0,0000005 m (6 zeri dopo la virgola, non 5, 0,00005 m sono 5 micron).
    Le termocamere che rilevano alte temperature (1000 °C) lavorano tra 3 e 5 micron (infrarosso medio), quelle per temperature ordinarie (infrarosso lontano) tra 8 e 14 micron … c’è di mezzo la legge di Wien: lunghezza d’onda in cui si ha la massima emissione lamax [m] = (2,898 * 10^-3 / T) con T temperatura assoluta in K.

  25. 75
  26. 74
    Giuseppe Balsamo says:

    Grazie per l’indicazione, mi era sfuggito il passaggio.
    In effetti il 5G in Italia mi pare sia già operativo in buona parte del nord, in città come Milano e Torino.
    C’è però una cosa che non capisco.
    Se il problema sono le onde molto lunghe e il 5G opera a 3GHz con una lunghezza d’onda di 1cm, il 4G (che è quello attualmente più diffuso) che opera a 2GHz (lunghezza d’onda 1,5cm – quindi più lunga del 5G) non dovrebbe essere peggio ?

  27. 73
    Massimo Silvestri says:

    Vedere questo schema (spero riusciate ad accedervi):
    https://www.google.com/url?sa=i&url=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FSpettro_elettromagnetico&psig=AOvVaw0wY9THOfJjDHoE48gFyrA1&ust=1587494939408000&source=images&cd=vfe&ved=0CAIQjRxqFwoTCLji3tHV9-gCFQAAAAAdAAAAABAD
    Onde ‘lunghe’ rispetto alle onde elettromagnetiche del visibile che sono nell’ordine di 0,5 micron ovvero 0,000005 m (1 micron=1 milionesimo di metro). I raggi X, ad esempio, hanno lunghezza di 10^-10 m, i raggi gamma di 10^-12 m, sono dimensioni tipiche dei nuclei atomici …

  28. 72
    lorenzo merlo says:

    La valenza tossica del 5G si allinea a quella dei campi elettromagnetici. Le orbite degli elettroni del nucleo cellulare subirebbero modifiche. Da lì l’alterazione dell’equilibrio della salute o la generazione di patologie.  

  29. 71
    Massimo Silvestri says:

    A quanto ho capito dice sostanzialmente che queste lunghezze d’onda sembrano scoraggiare le normali mutazioni che in assenza avrebbe l’RNA del virus …. in pratica dove c’è il 5G il virus è più attivo.
    Ah, per la cronaca, stanno già cercando di demolirlo! ….
    https://www.ilfoglio.it/scienza/2020/04/20/news/una-montagnier-di-fuffa-314019/

  30. 70
    Massimo Silvestri says:

    Dal minuto 12’50” al minuto 13’10”
    https://it.wikipedia.org/wiki/5G
    Frequenza da 3 GHz (lunghezza d’onda 10 cm) a 300 GHz (lunghezza d’onda 1 mm) (velocità della luce 300000 km/s, Vl = la*f)
    Per 30 GHz (v. vikipedia) la lunghezza è 1 cm (tipica delle cosiddette microonde)
    Le onde radio sono ancora più lunghe, arrivando sino a 1 km.

  31. 69
    lorenzo merlo says:

    Lalunghezza d’onda del 5G è molto corta, millimetri.

  32. 68
    Giuseppe Balsamo says:

    L’ho ascoltato.
    Ne parla verso la fine però non mi sembra che citi il 5G. Mi puoi dire a che minuto ?
    Riesci anche a dirmi quanto sono lunghe le onde molto lunghe del 5G ?

  33. 67
  34. 66
    Massimo Silvestri says:

    Ascoltare il video, verso la fine.
    Se non sbaglio si fa il nome del 5G (sono onde molto lunghe e che vengono schermate dagli alberi e dagli edifici alti).

  35. 65
    Giuseppe Balsamo says:

    @Silvestri (60)
    Scusa, non mi riferivo alle sequenze.
    Intendevo, quanto lunghe le onde elettromagnetiche ?

  36. 64
    Massimo Silvestri says:

    Solo degli specialisti di bioingegneria possono verificarlo.
    A quanto viene detto Montagner ha verificato che ci sono sezioni di RNA eguali a sezioni di RNA presenti nell’HIV. E’ una sostituzione / inserimento artificiale. Certo, noi comuni mortali non possiamo che fidarci delle parole di Montagner e delle indagini che hanno fatto nel suo laboratorio. E’ probabile che anche altri l’abbiano notato ma nessuno si azzarda a dirlo perchè – a quanto dice il video – gli USA queste prove le fanno fare in Cina. C’e’ in giro anche un altro video che tratta lo stesso tema con una diversa angolazione …. quando l’ho visto non l’ho diffuso perchè l’ho considerato fake ma ora …. qualche dubbio in più l’ho … se fosse così (virus ‘scappato’ da un laboratorio di ricerca) si spiegano alcune cose descritte in questo secondo video …. e la contagiosità del virus ….
     

  37. 63
    lorenzo merlo says:

    Ricordo che i malati di aids non muoiono per il virus ma per grace micosi.

  38. 62
    Andrea Parmeggiani says:

    Si, molto interessante!!

  39. 61
    grazia says:

    Massimo, pardon mi sono espressa male: intendevo dire che per me, che non ho competenza alcuna in materia, non sono verificabili, per quanto fatichi a sposare la tesi che il virus sia stato trasmesso all’uomo dagli animali.

  40. 60
    Massimo Silvestri says:

    Lunghezza sequenze: viene detto nel filmato (ascoltare). Non molto lunghe, ma sufficienti a creare un effetto vaccino. Comunque NON possibili con una evoluzione naturale di un coronavirus (sono stati inseriti artificialmente).
    Per Grazia: NON sono teorie, Montagner ha stralciato le sequenze inserite. Anche altri l’hanno fatto, ma sono stati messi a tacere. Mettere a tacere un Nobel che non ha interessi diretti è più difficile … Ascoltare l’intervista!

  41. 59
    grazia says:

    Fin dall’inizio si è parlato di quest’ipotesi.
    Naturalmente rimangono tutte teorie.

  42. 58
    Giuseppe Balsamo says:

    Quanto lunghe ?

  43. 57
    Massimo Silvestri says:

    Mooooooooolto interessante il video!
    Smentirebbe ciò che si dice a proposito dell’origine animale del virus … sequenze di HIV nell’RNA del virus con l’intento di creare un vaccino contro l’HIV …. ed il virus è favorito dalla presenza di onde elettromagnetiche molto lunghe (trasmissioni 5G).
    Qualcuno aveva già ipotizzato un collegamento ….
     

  44. 56
  45. 55
    Carlo Crovella says:

    Stupefacente come la natura abbia ripreso possesso degli spazi in così poco tempo (meno di due mesi di lockdown):
    https://video.lastampa.it/alessandria/sorpresa-a-casale-due-caprioli-vanno-a-spasso-indisturbati-per-le-vie-del-centro-storico/113195/113209
    Dimostrazione che l’umanità nel suo complesso fa “male” alla natura. immaginatevi dopo dieci anni di lockdown…
    Ne approfitto per una precisazione: in un passato intervento ho detto “è colpa nostra”, ma mi è chiaro che i comportamenti individuali sono estremamente differenti. Ci sono anche quelli virtuosi. Ma il risultato complessivo (di come si comporta l’umanità nel suo complesso) è dannoso per la natura. Per spiegarmi: ci può essere un giocatore di calcio che, in una specifica partita, gioca bene, ma se tutto gli altri suoi compagni giocano male, la squadra perde.
    —–
    Che siamo troppi (nel complesso) lo sostengo da anni, addirittura da prima che iniziassero i flussi migratori. Era allora (primi anni ’90) che occorreva fare proselitismo al contenimento delle nascite in Africa e altri paesi ecc e contemporaneamente migliorare le condizioni di vita in quei paesi. In sostanza: pochi esseri umani (cmq molti meno rispetto all’attuale livello) e molto distribuiti sul pianeta.

    L’altra politica da fare era (e sarebbe tuttora) quella di scardinare lo stile consumistico, che comporta, direttamente o indirettamente, un profondo sfruttamento del pianeta. Ma… quanti sono disposti a farlo in prima persona?  se non siamo disposti a fare nessuna rinuncia, neppure alla corsetta nel parco… come possiamo (cumulativamente) pensare di salvare il pianeta?

  46. 54
    Lusa says:

    Si parla sempre dei senegalesi. In italia ve ne sono 110.242.
    Perchè non parliamo degli indiani che in italia ve ne sono 157.965.
    Inoltre è l’india quella che detiene il 2° posto nella popolazione mondiale.
    Spostiamo lo sguardo in Asia.

  47. 53
    Matteo says:

    l’ho scritto e lo ripeto (senza errore di battiture) “poco importa se in Italia la popolazione non cresce da anni: dovremmo essere molti meno noi, non i senegalesi”, perché i nostri 60 milioni solo il problema adesso, mentre i 130 milioni si senegalesi diventeranno forse un problema tra dieci anni.
    Dei centomila senegalesi in Italia non vale nemmeno la pena di parlare, perché evidentemente ininfluenti sia rispetto ai 60 che ai 130 milioni.
    A me pare chiaro, ma se ci sono parole che non capisci dimmi quali sono che proverò a spiegarle.

  48. 52
    Fabio Bertoncelli says:

    Commento 24 (Matteo): «Poco importa se in Italia la popolazione non cresce da anni: dovremmo essere molti meno noi, non i sen[e]galesi».
    Matteo, devi leggere ciò che scrivi, capirlo e ricordartene; altrimenti sembrerà che sia tu a soffrire di dissociazione (gentile e raffinato copyright Matteo). Evita di vomitare insulti: si ritorcono contro; in parole povere, fanno capire chi sei tu. E poi lo ribadisco: quando non si hanno ragioni, o la capacità di esprimerle, vi riducete – tu e i tuoi amichetti – a strillare al razzista (piú o meno latente), al fascista, all’untore, ma ormai questo trucchetto a buon mercato non funziona piú; peggio, è diventato controproducente.
     
    Infine rileggi tutto: potrai accorgerti degli errori e correggerli. Cosí mi ha insegnato la maestra delle scuole elementari. E la tua, no?
    … … …
    «Ignoranto. Ti propria un sfighé.»  😂😂😂
    Non arrabbiarti. È soltanto una battuta scherzosa di un cantautore dialettale delle mie parti. Io l’ho trascritta soltanto per sciogliere un po’ la tensione: mi sembri agitato.
     
    P.S. Stasera, da bravo, quindici gocce di EN, e altrettante domattina. Per sempre. Ti faranno bene. 

  49. 51
    Matteo says:

    “il riferimento al senegalese è copyright di Matteo, il quale ha aggiunto che siamo noi italiani a essere troppi al mondo”
    Qualcuno oltre agli evidenti difetti logici, alla incapacità di leggere e comprendere ciò che è scritto e al latente razzismo soffre anche di dissociazione?
    I senegalesi sono stati introdotti da Bertoncelli nell’intervento n°30, additandoli come capro espiatorio da allontanare dall’Italia.
    Io ho detto solo che l’intera Africa è virtualmente a impatto zero e che a maggior ragione lo sono i senegalesi; quelli presenti poi in Italia, solo un cretino potrebbe pensare che abbiano un qualunque effetto, se non quello di turbare la sua coscienza cromatica nazionale. In altre parole un senegalese ha un impatto ambientale minore di 10 italiani (e probabilmente molto minore, ma non sto qui a spiegarlo), quindi 60 milioni di italiani inquinano come 600 milioni di senegalesi…che però sono 130  milioni. Ripeto la domanda: chi è sovrapopolato dal punto di vista ambientale?
     
    A Giorgio Daidola (se si riferiva a me) dico solo che la sovrapopolazione è sicuramente un problema, ma non è Il Problema. Il Problema è l’aumento climatico e il degrado dell’ambiente e ovviamente non è un problema italiano o che si possa risolvere solo in Italia.
    Ma l’Italia pesa nel creare questo problema come più di metà dell’Africa: di chi è allora la colpa precipua?
    Peraltro stime accreditate dicono che l’attuale produzione di cibo basterebbe a sfamare una popolazione mondiale circa doppia dell’attuale. Volendo essere cinici, potremmo dire “per fortuna che non lo fa” perché allora si che il problema sovrapopolazione diventerebbe grave.
    Ma cinici o meno non possiamo nascondere che il problema del mondo non sono i sette figli della senegalese; anche perché quattro muoiono prima di arrivare ai 10 anni e tutti assieme non fanno un bambino occidentale.
     
     

  50. 50
    grazia says:

    Interessante il quadro offerto da Jack London nel suo libro che non conoscevo. Grazie per il tip.
    Però descrivere ciò che accade non corrisponde a esprimere un’opinione.

  51. 49
  52. 48
    Massimo Silvestri says:

    Penso che Guido intenda più o meno quello che Jack London descriveva nel suo libro ‘Il tallone di ferro’ ….. ( :-)! )
    https://it.wikipedia.org/wiki/Il_tallone_di_ferro
    Anche questo si trova in ogni sistema bibliotecario, anche in formato ebook …

  53. 47
    grazia says:

    Massimo, grazie per il consiglio!
    Guido, se fossi meno criptico, sarebbe più semplice comprendere ciò che intendi dire, e non mi riferisco solo ai commenti di questo articolo.

  54. 46
    Riva Guido says:

    Nel mondo ci sono due categorie di persone: una che picchia e l’altra che le prende. Guarda caso quella che le prende è anche quella messa meno bene, volutamente dai picchiatori. L’unica arma a disposizione per difendersi è quella di aumentare di numero per diventare maggioranza schiacciante per potersi recare a casa dei picchiatori rimasti per dire loro: tu adesso uno, io dieci. Tu adesso prendi barca. Salvo che i picchiatori passino prima allo sterminio. Chi conosce Weisman sa per caso cosa ne pensa dell’illegalità impunita ai fini dell’andazzo del Globo? Grazie.

  55. 45
    Massimo Silvestri says:

    Grazia, grazie!
    C’è un bel filmetto di Ermanno Olmi sul tema delle migrazioni: ‘Il villaggio di cartone’. Ve lo consiglio. Lo noleggiano anche nei sistemi bibliotecari.
    In merito alla riduzione dei consumi da parte dell’Occidente, non abbiate paura, sarà una cosa che avverrà molto prima di quanto pensate (almeno per quel 90% di italiani che posseggono il 50% della ricchezza nazionale, l’altro 10% si salverà facendo ancora più soldi ….)
    MS

  56. 44
    grazia says:

    Consideriamo che gli italiani sono sparsi in tutto il mondo, please?
    Io stessa sono figlia di migranti che si sono spostati al nord per muovere le fabbriche. Senza i meridionali, non so cosa ne sarebbe stato della Fiat, per esempio.
    Senza i meridionali le scuole sarebbero rimaste senza insegnanti, visto che una grande fetta di popolo del nord ha preferito lavorare in ufficio.
    Mi sembra inutile andare avanti perché stiamo parlando della storia economica dell’Italia e di ogni paese: la manodopera viene dagli strati sociali più bassi, non certo dai borghesi. 
    Paolo, ho scoperto da poco Asimov e ritengo che sia davvero speciale per il genere, considerando anche il tempo in cui ha scritto. Ma uno dei miei film preferiti resta “Blade Runner”. 

  57. 43
    Fabio Bertoncelli says:

    Hai ragione, Grazia, il movimento dei migranti non è limitabile. La Cina non riesce a limitarlo, la Russia non riesce a limitarlo, l’Australia non riesce a limitarlo, il Giappone non riesce a limitarlo. La Corea del Sud, la Nuova Zelanda, Taiwan, la Polonia, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, l’Ungheria, l’Oman, l’Arabia Saudita, il Bhutan, il Nepal, l’Islanda, il Cile, la Malesia, l’Ucraina, Cuba, la Birmania, la Tailandia, il Laos, l’Estonia, il Vietnam, il Marocco e buona parte degli Stati africani: tutti Paesi che non riescono a controllare le proprie frontiere. E qui mi fermo, altrimenti faccio tutto il mappamondo.
     
    Io, per esempio, sono appena ritornato da una vacanza alla Mecca.

  58. 42
    Massimo Silvestri says:

    Grazia, concordo al 1000%!
    Altro che razzista verso gli italiani …..
    MS
     

  59. 41
    Paolo Panzeri says:

    In futuro rimarrà un unico uomo di 22 anni, sopravvissuto all’olocausto e i robot che lo accudiscono, dapprima esecutivi, impareranno da lui facendolo entrare ad ogni nuovo insegnamento in un periodo di sonno, congelandolo e scongelandolo.I robot si evolveranno fino a diventare pura energia e dopo l’ultima ibernazione lui per l’ennesima volta si sveglierà e troverà il nuovo mondo costruito dai robot, dove la vita umana è ricominciata,  senza violenza e tutti con una carnagione verdina.Avrà 28 anni, saranno passati più di 400 milioni di anni, il sistema solare sarà scomparso, sarà su un altro pianeta dell’universo e potrà costruirsi un futuro.E i robot saranno felici perché saranno capaci di dare felicità a tanti umani.Ho finito un vecchio racconto della Urania.

  60. 40
    grazia says:

    Massimo, io non sono minimamente stupita che nel 2020, quando tutte le informazioni sono alla portata di tutti (quelli che vogliono trovarle), si pensi che il movimento dei migranti è limitabile tenendoli nei loro paesi.
    D’altronde questo periodo storico è proprio figlio di queste posizioni.
    Magari sarebbe utile ci si informasse su cosa accade in quelle aree mentre al di qua se non abbiamo due-tre telefoni non ci sentiamo felici. Sarebbe opportuno cercare di capire quanta responsabilità abbiamo noi in quello che accade là e finiremmo per concludere che il minimo che possiamo fare è proprio aprire la porta. 
    Per il resto, sembra che siamo tutti occupati a protrarre la nostra vita per sempre, imbottiti di farmaci e conservanti che, al contrario, danneggiano il sistema immunitario esponendolo a ogni sorta di patologia.
    Se facessimo un passo indietro, limitando ogni cosa, tutto verrebbe ridimensionato. 

  61. 39
    Fabio Bertoncelli says:

    Silvestri, antirazzista “a prescindere”, il riferimento al senegalese è copyright di Matteo, il quale ha aggiunto che siamo noi italiani a essere troppi al mondo.
    Tu non hai obiettato: sei forse razzista verso gli italiani? Confessa: un pochino sí.

  62. 38
    Massimo Silvestri says:

    Ad Agilulfo: eh, si, siamo proprio su questa strada. La cosa migliore sarebbe dividere i pani tra tutti oppure eliminare molte brioches e pasticcini per fare molti più pani, ma è molto più comodo e semplice far fuori un certo numero di commensali … Con una precisazione importante: che tu sia tra gli eletti che non saranno chiamati a contribuire di persona!
    A proposito: nessuno ha ancora risposto alla mia domanda di qualche post fa: chi si offre per primo? Non ho ancora rilevato risposte …..
    MS
    PS: la battuta sui senegalesi era proprio squallida … al limite del penale …. mi sorprende che il moderatore non sia intervenuto …. comunque ai 40 milioni di italiani con l’attuale tasso di natalità che è di 1,35 figli per donna ci arriveremo spontaneamente, vedere qui (50 milioni al 2100):
    https://it.wikipedia.org/wiki/Demografia_d%27Italia#Previsioni
    Ri-Saluti.

  63. 37
    Fabio Bertoncelli says:

    Lo ammetto. Se qualcuno dice: “La Terra è piatta”, io non riesco a tacere. E cosí pure con le scie chimiche, con gli alieni tra di noi, con “Stalin padre delle Nazioni”, con “il Duce ha sempre ragione”, ecc. ecc. ecc.
    Insomma, sono diventato allergico alle idiozie.

  64. 36
    Giorgio Daidola says:

    Bene. Dibattito equilibrato, rimasto abbastanza in tema, malgrado i tentativi di deviarlo di chi, come c’era da aspettarselo, proprio non vuole capire. E snocciola dati magari giusti ma inutili. Il problema di cui si sta discutendo è infatti globale, non solo italiano, perché, piaccia o meno, viviamo in un mondo globalizzato. In questo mondo globale non basta darsi da fare per promuovere la sobrietà nei consumi (cosa sacrosanta), bisogna anche, e mi permetto di aggiungere un “sopratutto” , sensibilizzare tutti, dico tutti, e in tutti i modi possibili, al problema del sovraffollamento, se si vuole davvero instaurare un nuovo rapporto con madre natura. Altrimenti andremo inevitabilmente verso la catastrofe. I metodi assolutamente non coercitivi per risolvere il sovraffollamento ci sono, basta crederci, promuoverli ed applicarli. Ovunque. Gli importanti e condivisibili appelli alla sobrietà dovrebbero sempre, dico sempre, tenerne conto, non sottovalutarli o addirittura ignorarli del tutto considerandoli “fuori tema”, come purtroppo molte ideologie politiche e/o religiose portano a fare.

  65. 35
    Agilulfo says:

    L’Impero si preoccupa: non potendo moltiplicare i pani, e non volendo dividerli fra tutti, si dà da fare per diminuire i commensali.

  66. 34
    Matteo says:

    “Matteo, se d’ora in poi non ti risponderò piú”
    Sarei veramente felice

  67. 33
    Lusa says:

    Matteo, quanta ragione nella tua analisi! E l’esempio dell’illuminazione è calzante.
    Concordo pienamente, anche con la punteggiatura.
    Un buon libro potrebbe trattare di “Un paio di scenari senza di noi bianchi e gialli in Africa”.

  68. 32
    Fabio Bertoncelli says:

    Matteo, se d’ora in poi non ti risponderò piú (forse: dipende dal mal di fegato) non è perché non so che cosa ribatterti. Il motivo è questo: ho troppe cose da ribatterti. 
    Ma non ne vale la pena: tempo, parole e sforzi sprecati. Basta.
     

  69. 31
    Matteo says:

    La scarsa intelligenza è dimostrata da chi non riesce o non vuole capire quello che viene detto dagli altri. Che la sovrapopolazione sia un problema l’ho detto anch’io. Ma ho sostenuto anche che è secondario rispetto al degrado e al surriscaldamento globale.
    Lo dico in numeri (anche se non servirà); fortemente semplificati.
    Popolazione mondiale 8000000000 (se ti confondono gli zeri 8 miliardi)
    Il 25% popolazione mondiale consuma il 75% delle risorse (piuttosto più che meno, ma vabbè)
    L’Italia fa parte di questo 25% (=2000000000=2 miliardi) e pesa circa 0.0225% del consumo mondiale delle risorse (0.75*60/2000)
    Riduzione della popolazione di 1/3 (=20 milioni) riduzione del consumo totale dello 0.00675
    Popolazione dell’Africa circa 1400000000 (1 miliardo 450 milioni).
    Consumo di risorse dell’Africa 0.0475 (1.4/8*.25)
    Una riduzione della popolazione africana di 1/3 (=420 milioni) sarebbe pari a una riduzione dei consumi globali di 0.013125.
    Se c’è un problema di sovrappopolazione è quello della nostra sovrapopolazione.
    I neanche 100000 (centomila) senegalesi presenti in Italia da nessun punto di vista possono modificare i valori in gioco; sono uno specchietto utile per quella che in gergo forense si chiama “circonvenzione di incapace”.
    Indovina chi è l’incapace.

  70. 30
    Fabio Bertoncelli says:

    Matteo, come al solito ti arrampichi sugli specchi, con temerari passaggi al limite di caduta: le fotografie notturne satellitari sono solamente di bell’effetto visivo, però non potresti servirtene a un simposio per dimostrare la tua tesi in merito alla sovrappopolazione mondiale (dicesi sovrappopolazione, non altro), che è proprio ciò di cui stavo parlando. Scateneresti l’ilarità generale.
     
    In quanto alla sovrappopolazione in Italia, concordo con te. Pertanto, per ridurla, si inizi a diminuire il numero di senegalesi – come dici tu – nel nostro Paese.
     
    E a questo punto – per pietà – non ricominciare col tuo trito repertorio: “Razzista! Sovranista! Razzista!”. So bene che fa la sua figura per zittire gli interlocutori quando si ignora che altro dire e si è messi all’angolo, ma ciononostante l’epiteto è spregevole e ora, che il giochetto è stato smascherato, si ritorce contro chi lo dice. Quegli insulti stantii rivelano scarsa intelligenza e disintegrano gli zebedei. Molto piú della famosa corazzata.
    … … …
    Comunque, ora la taglio qui. Da lungo tempo ho capito che con certuni è inutile discutere: l’ideologia acceca.

  71. 29
    lorenzo merlo says:

    Senza dubbio alcuno.
    Tuttavia propria a causa di quel problema vero che citi, l’attenzione è raramente posta su quella demografica.
    Era proprio questo il punto. Anch’essa da problema secondario deve divenire prioritario.
    A maggior ragione visto che anche governativamente parlando ora la questione ambientale – sebbene in forma inconsistente – è in circolazione.
    Non così per quella demografica che, come detto, se citata è citata al rovescio.
    Il suo excusatio non petita era nei confronti di chi ancora non si dà da fare per farlo emergere quale problema primario.
    Credo.

  72. 28
    Matteo says:

    “Ma la questione posta da Giorgio, non era figliate meno. Era solo siamo troppi.”
    Può essere, anche se una certa excusatio non petita c’era (io non ho fatto nulla per…), e il mio intervento non voleva essere un attacco a nessuno.
    E’ certo che la sovrappopolazione è un problema e lo sarà sempre di più, ma la sua soluzione potrà esserci, se mai sarà, solo su tempi luuuunghi.
    Ma il problema vero è adesso e riguarda il sovrasfruttamento e l’inquinamento che porta al disastro in tempi molto più brevi.
    E riguarda principalmente il 25% dell’umanità – noi.
    Se questo 25% cerca di dire che il problema è un altro e la soluzione non li riguarda, beh, qualche sospetto viene…
    Darò dei numeri a caso, ma sono convinto che non siano troppo distanti dal reale:
    Se la popolazione italiana diminuisse di 1/3, cioé tornasse a essere quella che era quando è nato mio padre (ca. 40 milioni), si avrebbe una diminuzione dell’impatto ambientale paragonabile a quelle che si avrebbe se tutta l’Africa diminuisse di 1/3 la propria popolazione.
     

  73. 27
    Massimo Silvestri says:

    “Secondo lo studio Deloitte, il settore della Difesa registra una crescita a livello globale del 2,1% (e si attesta su un valore complessivo di 351,3 miliardi $)”
    “Secondo il rapporto del Sipri, nel 2016 (anno dei piú recenti dati completi disponibili) la vendita totale mondiale di armi ha raggiunto un fatturato e valore di 374,8 miliardi di dollari, con una crescita dell’1,9 per cento rispetto al 2015 e addirittura del 38 per cento a confronto dei dati del 2002 …”
    375.000.000.000 $ / anno = 340.000.000.000 Euro / a
    Popolazione terzo mondo: 4.000.000.000 di persone?
    Significa 340/4 = 85 Euro / a dai neonati agli ultracentenari.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_per_PIL_(nominale)_pro_capite
    Reddito annuo Eritrea e Somalia: tra 300 e 350 Euro/a
    85/325 = +26%
    E questi Paesi sono strozzati dal debito: farò avere direttamente a Alessandro una paginetta, molto, molto bella, di 3 anni fa, in cui si parla di un prestito allo Zambia di 3 milioni di dollari riscattato da fondi avvoltoi che hanno richiesto in restituzione 55 milioni di dollari e ne hanno ottenuto 15 ….. Ma ci sono casi ancora peggiori!
    Senza ulteriori commenti.

  74. 26
    lorenzo merlo says:

    Ma la questione posta da Giorgio, non era figliate meno.
    Era solo siamo troppi. Mica è Crovella.
    Era per denuciare che la questione demografica è uno degli aspetti cardine dell’immediato  futuro e nessuno ne parla, se non al rovescio.

  75. 25
    Lusa says:

    Sono completamente d’accordo com Matteo. Condivido pienamente con la sua analisi.

  76. 24
    Matteo says:

    Noi “occidentali” siamo circa 1/4 della popolazione del mondo e consumiamo circa i 3/4 dell’energia e delle risorse (e se contiamo quello che altri producono per noi, probabilmente di più).
    Dire che il problema siano i figli degli altri mi pare leggerissimamente una “corazzata Potiomkin”, volta a negare l’evidenza per poterci sentire giustificati e continuare imperterriti.
    Poco importa se in Italia la popolazione non cresce da anni: dovremmo essere molti meno noi, non i sengalesi.
    Per avere un’idea efficace (anche se sottostimata) di quanto siamo eccessivi, guarda le fotografie notturne dal satellite e lo spreco appare “luminoso”

  77. 23
    Massimo Silvestri says:

    Con la crisi che c’è (almeno dal 2008 in avanti) le giovani generazioni o non fanno figli o li fanno dove possono trovare un lavoro stabile, spesso fuori d’Italia ….
    La popolazione italiana negli ultimi anni si è tenuta stabile solo perchè l’immigrazione in ingresso ha compensato l’emigrazione in uscita …. ma evidentemente qui non si parla di Italia, o Giappone, o Germania in cui il problema sarà come pagare le pensioni in futuro a quelli che ci andranno ma delle aree del terzo mondo dove i figli sono ancora ritenuti un’ancora di salvezza nella vecchiaia essendo assente qualsiasi forma di previdenza sociale …. facciamo in modo che possano vivere in modo dignitoso (leggi: gli 8 supermiliardari che posseggono la stessa ricchezza del 50% più povero del pianeta) e vedrete che i figli smetteranno di farli ….

  78. 22
    grazia says:

    In effetti è raro vedere famiglie numerose persino al sud.

  79. 21
    Fabio Bertoncelli says:

    Matteo, psst, psst, ti svelo un segreto, ma non dirlo ad anima viva: sai che la popolazione italiana è praticamente stabile da decenni? e sai che semmai il problema attuale dell’Italia è quello dell’invecchiamento, derivato da una troppo rapida denatalità?
     

  80. 20
    Matteo says:

    Daidola, Bertoncelli, Silvestri…quelli che la colpa è sempre degli altri?
     Guardate che figli o mica figli, com’è e come non è, una delle conurbazioni con la maggior densità del pianeta è la pianura padana e l’agro Campano si piazza bene!

  81. 19
    grazia says:

    Direi che il problema primario non sta nel numero dei figli di ogni famiglia.
    Un nucleo familiare può anche aver un solo figlio, ma consuma prodotti d’allenamento tutti i giorni, si veste con abiti che vengono dall’altra parte del Pianeta sfruttando altri esseri umani, avere ogni sorta di dispositivo tecnologico e sostituendolo ogni due mesi, cambiare scarpe per correre ogni pochi mesi, prendere spesso l’aereo, acquistare cibo confezionato e prodotti in contenitori di plastica, sperperare le risorse, non aver attenzione verso gli animali e le persone fragili….posso andare avanti per giorni, temo.
    That’s not the point.

  82. 18
    Fabio Bertoncelli says:

    Alla fin fine il problema all’origine di tantissimi altri è proprio la sovrappopolazione.
     
    Ora siamo piú di sette miliardi e mezzo. Fino a che numero vogliamo arrivare? Dieci miliardi, venti miliardi, cinquanta miliardi? Cento miliardi?
    A un certo punto bisognerà pur fermarsi… Se non vi provvederemo noi, ci penserà Madre Natura: con un’apocalisse.
     
    Noi però dovremmo farlo molto gradualmente, per evitare il rischio di collasso economico o sociale, con un lento processo che, per prudenza, dovrebbe durare molte generazioni, cioè uno o due secoli. Un tempo che comunque, rapportato alla vita dell’umanità, sarebbe poco piú di un soffio.
    Invece, tuttora, in Africa e nel mondo mussulmano ogni donna in media continua a generare quattro, cinque, sei figli. Pazzesco!
     
    Perché non se ne parla? Africa e Islam: la risposta è ovvia. Tutto il resto della Terra sta stabilizzando la popolazione o almeno ne sta riducendo il tasso di crescita: Europa, Russia, Giappone, Cina, America. Persino l’India ha ridotto i ritmi forsennati di una volta.
    … … …
    Lo ripeto: tutti, tranne l’Africa e il mondo islamico.
    Perché neppure se ne parla? (Domanda retorica e politicamente scorrettissima).

  83. 17
    lorenzo merlo says:

    Non c’entra niente.

  84. 16
    Massimo Silvestri says:

    In merito all’intervento 14.
    Signori, ottimo! Chi si offre per primo? Accettasi candidature!
    Nella mia vita ho preso aerei raramente e solo per lavoro. Ho avuto due figlie, quindi il bilancio è in pareggio. Con l’auto faccio mediamente 25 km/litro di gasolio, meno di 100 g di CO2 per km. Riciclo praticamente tutti i rifiuti: il mio comune sta organizzando un ritiro dell’indifferenziato con dei cestini da 50 litri ma ho deciso di non ritirarlo perchè ci metterei un anno a riempirlo ….
    Certo, si può insegnare a non far figli agli africani, dando profilattici a persone che non hanno neppure da mangiare: facciamo in modo che continuino a non aver da mangiare ed avremo risolto il problema alla radice!
    Guardate, in provincia di Bergamo tra marzo e inizio aprile ci sono stati 4800 morti in più rispetto alla media storica (di cui 4100 si sarebbero potuti evitare, ma questo è un’altro discorso …. ma in quest’ottica è meglio così!): non sapete quali saldi di gioia sta facendo il presidente dell’INPS, probabilmente darà una medaglia al valore a tutti, visto che in molti casi sono andati sia Lui che Lei e quini neppure c’è il problema della reversibilità!
    Penso che dovremmo essere molto, molto, molto prudenti a fare certe affermazioni, perchè mi sembra che come in Animal Farm di Orwell tutti i maiali sono eguali ma alcuni DEVONO essere più eguali di altri ……
    Continuo con l’estrema franchezza,
    Saluti
    MS

  85. 15
    lorenzo merlo says:

    Nel mondo dell’ecologia profonda in particolare, e tra i primitivisti se non ricordo male, c’è molta attenzione alla questione demografica intesa come problema mondiale che a breve potrebbe far saltare il banco ben più di quanto possa un virus.
    Quando si sentono sorte di incitamenti a figliare, accade in molti – irrisori rispetto a chi non sospetta la dimensione del problema – una specie di shock disperativo.

  86. 14
    Giorgio Daidola says:

    Continuo ad affermare che il sovraffollamento del globo è la causa prima del degrado e delle pandemie. Il consumismo anche ma viene dopo, è una causa di secondo livello, i cui danni sono proporzionali alla prima, ossia al sovraffollamento. Per assurdo, per far capire a chi pur avendo letto Weisman non sembra averlo capito, in un mondo di un miliardo e mezzo di individui, come ad inizio novecento, ipotizzandoli tutti biecamente consumisti,  il degrado e le pandemie avrebbero effetti molto meno gravi di quelli di un mondo che galoppa verso gli 8 miliardi. Effetti che sarebbero, è evidente, facilmente gestibili o eliminabili. Questa situazione di esplosivo sovraffollamento, piaccia o meno, ha dei precisi responsabili che si chiamano capi religiosi che sono andati a dire in Africa che non bisognava usare i preservativi o che hanno fatto prediche contro l’uso della pillola. E che adesso continuano a non fare nulla per evitare che la popolazione aumenti ancora. Insieme a loro mettiamoci pure i governanti inetti e pericolosi, di destra e di sinistra, che danno bonus a chi fa più figli. Detto questo, io non mi sento affatto responsabile da questa situazione da “Conto alla rovescia” (altra opera di Weisman che consiglio di leggere a chi non ha assimilato bene “Il mondo senza di noi”) avendo solo un figlio. Questa “calamità” epocale, lo dico all’amico Carlo, io non me la sono proprio cercata. E nemmeno i miei genitori ed i miei nonni. Se tutte le coppie facessero un solo figlio l’umanità si dimezzerebbe nell’arco di una generazione. Non occorre ricorrere ai metodi cinesi, si tratta solo di investire nell’educazione, nel far capire a ricchi e poveri il problema. Le donne iraniane ci sono arrivate da sole, in barba a capi politico-religiosi da dimenticare. Se non ci arriveremo noi con il nostro cervello a evitare l’effetto formicaio così ben spiegato da Laborit, ci penserà madre natura, alla faccia di chi non vuole capire il problema. E forse madre natura lo sta già facendo e Malthus dalla sua tomba vedrà provata la sua teoria. Per evitare altri interventi fuori tema aggiungo che anche io mi sento responsabile del degrado e delle epidemie come consumista, e con me tanti altri che adesso fanno i moralisti al riguardo. Ho infatti preso aerei per 40 anni per girare il mondo. E  spero di continuare a farlo. Mi sento quindi colpevole, ma molto meno di chi fa figli come i conigli.

  87. 13
    Fabio Bertoncelli says:

    Carlo, anche mia moglie la pensa come te… Ciononostante, è volontaria alla Croce Blu e, gentilissima, accoglie sempre tutti con una parola di conforto; con un sorriso, quando le circostanze glielo permettono.
     
    Sospetto che pure tu sia cosí. Quantunque “caiano”, “militarista”, “fascista” e chi piú ne ha piú ne metta.
     
    Stammi bene e… “non ragioniam di lor, ma guarda e passa”.

  88. 12
    Carlo Crovella says:

    Già da tempo immemore sostengo che la specie umana sia una calamità per questo pianeta. Si vede benissimo che la natura sta meglio senza di noi che con noi. Ma è colpa nostra, ce la siamo voluta.

  89. 11
    Giuseppe Balsamo says:

    @Andrea
    Trump è (ovviamente) l’ultimo a cui lo chiederei.
    L’indirizzo delle scelte è creato dalla volontà di noi tutti.
    Non io, e nemmeno tu, ma noi.

  90. 10
    Massimo Silvestri says:

    Il libro di Weismann l’avevo letto qualche mese fa e proprio in questi giorni l’ho ricordato in un altro gruppo cui sono iscritto.
    Non è solo questione di sovraffollamento, la questione vera è l’incredibile diseguaglianza nella distribuzione delle risorse (o della ricchezza, che dir si voglia). Se siamo troppi, da cosa si inizia? Da me (mi tocco le p…e!), da te, Giorgio? Dagli immigrati che arrivano (e ti posso testimoniare per esperienza diretta che c’è gente, famiglie di immigrati in situazione di limbo di permessi od immigrati già da tempo in Italia che sono stati lasciati a casa senza alcuna protezione sociale che non hanno letteralmente i soldi da poter sfamare i figli)?
    Si, certo, si potrebbe adottare la politica cinese del figlio unico … ma i risultati si vedono in decenni …. E allora? Non sarebbe più semplice che sparissero situazioni in cui le 8 persone più ricche hanno la stessa ricchezza del 50% della popolazione terrestre?
    Non vi sembra che sarebbe da questi punti che bisognerebbe iniziare?
    https://it.wikipedia.org/wiki/Persone_pi%C3%B9_ricche_del_mondo_secondo_Forbes
    https://it.wikipedia.org/wiki/Coefficiente_di_Gini
    Scusatemi l’estrema franchezza. Saluti.
    MS

  91. 9
    Giorgio Daidola says:

    Finalmente qualcuno che ha il coraggio di dire che il sovraffollamento è la causa prima della catastrofe globale che stiamo vivendo: “siamo così numerosi…nessun altro grande animale si è riprodotto al nostro ritmo (siamo quadruplicati nel corso di un secolo)…”  La pandemia si è sviluppata non a caso, sin dagli inizi, nelle grandi aree sovraffollate, nei ghetti del degrado insostenibile.  Il discorso del sovraffollamento continua a non piacere, perché non paga dal punto di vita elettorale e della notorietà, politici per lo più mediocri e grandi capi religiosi lo sanno bene ed evitano attentamente di prendere posizione al riguardo. Oltre a questa profezia-capolavoro di Weisman mi permetto di suggerire, a chi non fosse convinto dell’evidenza, la lettura di due altri volumi illuminanti: “La terra scoppia” di Sartori e Mazzoleni e “L’elogio della fuga” di Labory. Due libri da tenere sempre sul comodino da notte, se non si ha paura di “capire”.

  92. 8
    Andrea Parmeggiani says:

    @Giuseppe Sarei – anzi sono – d’accordo con te… ma non sono io, e presumo nemmeno tu, che siamo in grado di indirizzare buona parte delle risorse alla ricerca (da dove verrebbero poi)? Lo chiediamo a Trump?

  93. 7
    lorenzo merlo says:

    Domande naturali, ma in corsivo a mio parere.
    In quanto positiviste: pre-tendono ad un risposta affermativa, comunque a un risultato. Generano da un humus identico a quello che vorremmo sostituire.
    Diventano invece naturali in senso stretto e quindi senza corsivo, se semplicemente poste a formare una visione che ci guidi.
    Il bilanciamento dei dilemmi sarà governato da una bussola umanista non più positivista.
    Ognuno lungo il percorso farà la sua parte, come le generazioni che sono state necessarie per terrazzare e costruire muretti a secco.
    Il pendio e la fatica che implicava non scoraggiava l’uomo che vi vedeva il sostentamento della comunità, pur sapendo che da solo non ce l’avrebbe fatta a compiere l’opera.
    Operare per, in sostituzione a, pretesa di risultati, sennò ci serve un Ceo.

  94. 6
    Giuseppe Balsamo says:

    Si basa sulla nostra volontà di dedicarvi risorse.
    La velocità attuale (del prima) dell’economia globale a cosa è (era) dedicata ?
    E’ da un pezzo stiamo vivendo a debito, e non intendo dal punto di vista finanziario, intendo nei confronti dell’ambiente.
    E, come un creditore pretenderà d’essere ripagato, prima o poi anche l’ambiente ci presenterà le nostre cambiali (lo sta già facendo).
    Il discorso, inoltre, non è solo ambientale. Riguarda anche l’ uso di noi stessi.

  95. 5
    Andrea Parmeggiani says:

    Lo so Giuseppe… Purtroppo la ricerca scientifica pero’ si basa sulla presenza di finanziamenti e finanziatori… e questi non ci sono se l’economia non gira ad una certa velocità… 

  96. 4
    Giuseppe Balsamo says:

    Parmeggiani, la ricerca scientifica non ha nulla a che fare con l’uso predatorio dell’ambiente. Anzi.
    Piuttosto con quale significato si vuole dare alla parola progresso.

  97. 3
    Giuseppe Balsamo says:

    Nel descrivere la vita del “prima”, spesso mi immagino le colture batteriche in agar sulle capsule di Petri.
    Esse crescono velocemente, colonizzano l’intera capsula sfruttando il nutrimento disponibile. Fino alla fase di stasi e all’inevitabile declino.
    La vita è potente!
    Ma il segreto della vita è l’equilibrio.
    Noi siamo (eravamo ?) come quei batteri, la Terra la nostra capsula di Petri.
    Proseguire su quella strada significa avvicinarsi a un traguardo noto.
    Ci vuole però chiarezza sul significato di quel di tutto.

  98. 2
    Andrea Parmeggiani says:

    Lorenzo Merlo, hai ragione. 
    Se c’è una cosa che il COVID di positivo ci sta dando, è il riuscire a vedere in qualche modo un futuro più lento, senza la smania di crescita ad ogni costo.
    Questo dovrebbe pero’ convivere con la necessità che la ricerca scientifica, soprattutto dal punto di vista umano e sanitario, non rallenti di conseguenza… 
    E’ possibile?

  99. 1
    lorenzo merlo says:

    È interessante.
    Pare una sola voce.
    Che arrivi da Ovest, dal Centro e attendo quelle dall’Est per vedere se si uniscono al sentimento comune.
    Stavamo andando in una direzione disumana, ad un velocità crescente.
    Molti lo denunciavano senza ottenere udienza nelle stanze dei bottoni.
    Ora la voce di quella protesta è quasi pandemica.
    Se nulla accadrà penserò che l’epoca del Kaly Yuga – creduta orami al termine dalla tradizione Veda – stia dando ancora segnali di vitalità.
    È un’epoca ratterizzata dai più meschini comportami umani o egoici: avidità e brutalità ne sono il marchio.
    Ad essa – sempre per i Veda – dovrebbe succedere l’era della saggezza, Kaly Satya, dove,  il dominio dell’io si interrompe per fare posto a comportamenti liberi da quella schiavitù.
    Sono periodi lungli miglia di anni.
    Anche nella tradizione occidentale si trovano tempi di simile natura.
    Per questa saremmo ora nell’Era dei Pesci, al termine della quale si entrerebbe in quella dell’Acquario. Le caratteristiche dei due periodi sono le medesime di quelle indiane.
    Tuttavia invece che attendere passivamente che lo zodiaco compia la sua ruota, forse è opportuno fare il nostro personale di tutto affinché la spintarella aiuti il cielo.

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