Una salita di merda

Una salita di merda
di Mike Libecki, come l’ha raccontata a Kevin Corrigan
(racconto tradotto da Climbing n. 346, per gentile concessione)

 

Nell’estate del 1995 ero in Yosemite, lavoravo al Mountain Shop, quello originale, al Curry Village.

Un giorno una ragazza giapponese di nome Misako entrò dentro. Piccolina e tranquilla, non parlava molto inglese, solo poche parole. Disse: “Sto cercando un compagno per una big wall: Lunar Eclipse, a El Capitan”.
Risposi subito: “A me piacerebbe fare quella via!”.

Eravamo di cultura diversa, eravamo maschio e femmina, non parlavamo la stessa lingua: ma decidemmo ugualmente di provare.

SalitaDiMerda

Le cose iniziarono bene, ci alternavamo al comando, magari un po’ lenti ma sicuri. Sebbene non potessimo comunicare nel vero senso della parola, lavoravamo duro e ci divertivamo: ci sentivamo compagni alla pari.
Ci furono buone vibrazioni tra noi, almeno fino a tre quarti della via. Quando cioè cominciai a non stare bene, probabilmente a causa di una lattina di fagioli avariati. In breve passai da uno stato normale a una maledetta diarrea che mi colpiva ogni qual volta ingerivo qualcosa, più volte al giorno. Era proprio imbarazzante, però avevo ancora energia, dunque continuammo.

Il quarto giorno ero ancora ottimista, malgrado lo stomaco sottosopra e l’incubo doloroso della mia continua voglia di evacuare i sinistri contenuti del mio intestino.
Misako andò in testa sulla prima lunghezza della giornata, io la assicuravo.

La parete sud-est del Capitan. Lunar Eclipse è la n. 30 (A4, 5,7)
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Era una giornata molto ventosa.
Poi, senza alcun preavviso, sentii che stavo per farmela addosso. Non avevo scelta, dovevo tirar giù i pantaloni.

L’escremento liquido non cadde nel vuoto di sei-settecento metri come la gravità avrebbe fatto sottintendere. Al contrario, il vento lo sollevò e ce lo scaraventò addosso. Una raffica marrone che si spalmò su ogni cosa, sul sacco da recupero, sulla portaledge, sulla parete, su di me e, peggio di tutto, su Misako.

Ero riuscito a smerdare la mia compagna che era almeno 10 metri sopra di me.

Fu un momento orribile e umiliante, più di quanto si possa immaginare. Non scorderò mai la vista di quella cagarella che ci vorticava attorno e addosso.

Durante la salita persi circa 6 kg e non mi ripresi fino a che, arrivato in valle, non presi un antidiarroico.

Poco tempo dopo fui licenziato, per il motivo che ero andato ad arrampicare troppo spesso.

Con Misako rimanemmo amici. Da allora abbiamo fatto alcuni viaggi assieme, in Madagascar ma anche all’Isola di Baffin. Sono andato anche a trovarla a casa sua in Giappone: ma mai abbiamo riso assieme della tempesta di merda su Lunar Eclipse.

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Una salita di merda ultima modifica: 2016-08-21T05:16:12+02:00 da GognaBlog

3 pensieri su “Una salita di merda”

  1. 3
    Davide says:

    Potrei raccontarne mille come questa storia, anzi, basta leggerle su wuberstyle.net!

  2. 2
    Francesco Gherlenda says:

    Perché solo gli alpinisti anglosassoni sono capaci di simili meravigliosi racconti privi di qualsiasi retorica? Splendido!!

  3. 1
    Marco Furlani says:

    Simpatico raccoto

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