Una sera all’Ortica della Torre dei Sicconi

Una sera all’Ortica della Torre dei Sicconi

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E’ giugno, e ormai il caldo in valle del Sarca si fa sentire. Arrampicare è piacevole solo se si è accarezzati dal vento dell’Ora e se il sole non ti batte sul cranio. Marco Furlani ed io ci facciamo Demetra a San Paolo e troviamo anche il tempo di berci due birre a testa al bar della Parete Zebrata prima di raccogliere Laura, Lucia e Guya e dirigerci alla volta della Valsugana.

C’è una luce bella, in alto si vede ancora neve sul Gronlait, sul Becco di Filadonna, sulla catena dell’Ortigara. Il Furly ci racconta dove stiamo andando, a casa dei loro amici Massimo (Max) e Loredana Canu, a Caldonazzo. Come li hanno conosciuti, quanto siano belle persone. S’interrompe solo per dirmi, con la solita voce stentorea, di andare a sinistra oppure a destra.

I ruderi fioriti della Torre dei Sicconi

Ed è proprio quando il sole sta per nascondersi dietro alla boschiva collina del Monte Rive che vedo un cancello aprirsi in automatico su una bellissima costruzione immersa in un piacevole giardino con gazebo. In quel momento esatto in cui capisci che il caldo sta per dare luogo al benessere di una splendida fine giornata, ci viene offerta a mo’ di aperitivo una bevanda squisita, impreziosita da alcune foglie di menta appena colte. Una cagnolina yorkshire, Kira, cattura subito l’attenzione di tutti perché, dopo la timidezza iniziale, si scatena in corse a perdifiato dietro agli oggetti che le lanciamo. Ogni tanto si blocca di colpo e abbaia a un gatto del giardino vicino.

L’aperitivo è abbastanza leggero, però al terzo bicchiere qualcosa si comincia a sentire: è il momento di sudare tutto, anche le birre precedenti, lungo un bellissimo sentiero nel bosco, verso la Torre dei Sicconi sul Monte Rive.

Siamo in nove, ci sono anche Sara e Alessio, i figli dei padroni di casa, più Kira inizialmente al guinzaglio, poi libera. Tutti parlano con tutti, come se ci conoscessimo da anni. Il sentiero però costringe per le dimensioni della sua larghezza a dividerci in gruppetti di due, massimo tre, ma ognuno è attento a non inciampare in Kira. Alessio ovviamente è in testa con Lucia: si conoscono da tanto tempo e di cose da dirsi ne hanno certamente parecchie.

Dalla Torre dei Sicconi, veduta sull’Ortica e sul Becco di Filadonna

Inizialmente chiacchiero con Loredana, poi, dopo aver scavalcato la più ingombrante di tre o quattro cataste di tronchi abbattuti dalla tempesta Vaia, mi ritrovo a parlare con la figlia Sara, entusiasta allieva infermiera al Santa Chiara di Trento.

La Torre dei Sicconi
Vengo dunque a sapere che stiamo andando ai resti del Castello di Caldonazzo.

Fino al 1915 sulla sommità di Monte Rive svettava la Torre dei Sicconi, ultimo baluardo del castrum che, nel 1201, Geremia, signore di Caldonazzo, e suo fratello Alberto ottennero come feudo. Numerosi documenti citano il castello nei secoli XIII e XIV. Unitamente a Castel Brenta costituiva il sistema di controllo del territorio esercitato dai signori di Caldonazzo. La Torre dei Sicconi dall’alto del Monte Rive presidiava le principali vie di comunicazione: la via Paolina lungo la Valsugana tra Bassano e Trento e la strada lungo il torrente Centa, verso le montagne di Lavarone e Folgaria e quindi il vicentino. Nel 1385 i vicentini e i veronesi sferrarono un potente attacco contro le fortificazioni in Valsugana. Quanto del castrum sopravvisse? Da alcuni documenti sembrerebbe che una buona parte delle strutture fossero ancora in funzione dopo l’attacco del 1385, ma di fatto però, in epoca più moderna, restava in piedi solo la cosiddetta Torre dei Sicconi. Nel 1915, questa robusta torre a pianta quadrangolare fu fatta saltare dal Genio militare austriaco all’inizio delle operazioni belliche con il Regno d’Italia, onde eliminare un facile punto di riferimento per le artiglierie nemiche.

La Torre dei Sicconi ai primi del Novecento

Mentre camminiamo, verso la fine della salita e in corrispondenza di un bellissimo maso in via di ristrutturazione, compaiono delle piantagioni a vite, completamente esposte a meridione: si spiega la loro sopravvivenza con l’esistenza di una strada carrozzabile che arriva qui vicino proveniente dal versante opposto.

Non più ricoperti dai boschi, arriviamo dopo un tre quarti d’ora di rilassato cammino, al colletto dove è stato costruito l’agriturismo dell’Ortica. Poco oltre si erge, illuminato dall’ultimissimo sole, la collina su cui una volta svettava la Torre dei Sicconi.

Nel 2005 l’amministrazione comunale di Caldonazzo diede avvio al progetto denominato “Il Giardino della Torre dei Sicconi”: sostenuto da finanziamenti

Sara e Guya arrivano all’Ortica

europei, fu realizzato, dopo le accurate indagini archeologiche della Soprintendenza, un giardino botanico ma anche tematico entro un percorso storico, recuperando così l’identità del sito.

Con Guya saliamo a goderci l’ultimo raggio di sole sulla cima di questo luogo, che ci appare letteralmente magico. Ci sono molti resti, anche quelli della torre. Peccato che il giardino sia stato in parte danneggiato dagli eventi dell’ottobre 2018, principalmente un vecchio muro di sostegno franato.

Il panorama sulla vallata e sul lago è uno spettacolo notevole, in alto a destra sovrasta la cima dell’Ortigara, mentre la Valsugana, di cui ho tanti ricordi della mia infanzia, si stende verso oriente.

L’Ortica
Questo posto di ristoro nei pressi dell’antica Torre dei Sicconi ha una storia per certi versi assai travagliata, ma alla fine può essere simbolo di ciò che la volontà umana può riuscire a ottenere a dispetto di tutto.

Qui facciamo subito conoscenza con Alessia Baldessari, la pervicace giovane donna che ha visto in questo luogo l’obiettivo della sua vita. Ad accoglierci ci sono anche Paolo e Nadia, cioè suo papà e sua mamma. Paolo è un coetaneo di Marco Furlani, suo compagno ai tempi dell’infanzia e adolescenza a Povo: ci viene raccontato che anche Paolo avrebbe potuto diventare alpinista, ma che ciò non avvenne proprio perché fu il testimone di una caduta rovinosa di Marco sulle rocce a picco sopra Povo: volo che, determinato dalla rottura della corda di canapa, nessuno riesce a spiegarsi come non sia stato mortale. In ogni caso così terrificante per il giovane spettatore Paolo da indurlo a non provare mai le gioie dell’arrampicata.

Dalla Torre dei Sicconi, la vista sul lago di Caldonazzo

Dopo un primo periodo di gestione del locale da parte di Alessia e del suo fidanzato, purtroppo le cose non vanno come previsto. In seguito alla loro separazione, il piccolo ristorante resta sotto le cure del fidanzato, che però non regge a lungo. L’amministrazione comunale è costretta a fare un altro concorso, con il risultato che la convenzione è firmata nel giugno 2017 con la società di gestione Elisa Moser snc. Il sito archeologico, il giardino annesso e il bar-ristorante al suo ingresso sono riaperti ai primi di agosto 2017, dopo che l’attività è stata rilevata da Elisa Moser, Zahid Serifovic e Anita Rovere a seguito del bando di gara. Ma già alla fine di maggio 2018 il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trento sequestra il locale per un presunto traffico di droga. Dopo la temporanea chiusura di qualche mese, il tribunale accetta di disporre il dissequestro, chiesto subito dal Comune, evidentemente preoccupato di avere un sito anche turistico prezioso reso inaccessibile proprio nel cuore dell’estate. Dissequestro reso possibile dal fatto che l’amministrazione comunale e la Moser risolvono consensualmente il contratto.
E chi convoca, subito dopo la risoluzione contrattuale, l’amministrazione comunale? Giustamente la persona che risultava seconda nella graduatoria del bando di gara del 2017, proprio quella medesima Alessia Baldessari: la quale accetta di riavviare l’attività, nonostante l’inaspettata circostanza e altri impegni professionali.

La Maleducata, piatto in versione estiva

La cena
All’invito “tutti a tavola, ché è pronto” lasciamo quasi a malincuore il panorama esterno per sederci in veranda, affamati e vogliosi del tanto decantato tortel de patate. Paolo e Nadia mangiano con noi, dunque siamo seduti a una tavolata di undici. Mio malgrado, rigorosa divisione a settori: giovani, donne, uomini. I “tortei” arrivano ben presto, caldi e appetitosi: volume e quantità di chiacchiere decrescono vertiginosamente, in poco tempo spazzoliamo le prime dosi, subito rinforzate da un tagliere di affettati, formaggi, salsine e marmellate, il tutto da urlo.

“Nella scelta delle materie prime prediligiamo le produzioni locali – mi confida dopo Alessia, seduta sulla panca di fuori in un momento di pace nel buio stellato – Ci riforniamo da piccole realtà agricole che alla passione per il loro lavoro uniscono quella per ciò che coltivano e allevano nel rispetto dei principi ecologici”. E la madre Nadia aggiunge: “Io stessa, a casa mia a Povo, coltivo in modo naturale alcune delle verdure, erbe e fiori che poi sono usati per questi piatti”.

Le trippe al sugo dell’Ortica, una ricetta della bisnonna di Alessia

Guardando l’arredamento o anche il depliant ci si imbatte in alcune frasi, tipo “Cucinare con il cuore produce cibo per l’anima (Valerie McKeehan)”, oppure “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo (Mahatma Gandhi)”.

Racconta Alessia: “Un giorno lessi: ‘Se non realizzi ciò che sei la felicità non potrà arrivarti’. Mi resi conto che ciò che volevo era riuscire a unire tutto ciò che mi piace in un unico progetto di vita e di lavoro: l’amore per le cose semplici, per la natura e la botanica, per l’arte e la creatività, per la tranquillità e l’armonia dei gesti. Così, grazie anche all’aiuto dei miei cari, è nata questa Ortica, un nome che non a caso rappresenta la tenacia, la natura selvatica, il cibo, il colore… gli orti e la casa”. Ed è proprio vero, questo Giardino della Torre dei Sicconi è la cornice perfetta: uno scrigno nel bosco che custodisce cultura, storia e natura.

Alessia Baldessari

Mentre la conversazione al tavolo è sempre più animata nell’attesa dei dolci fatti in casa, chiacchiero ancora con Nadia, poi con Alessia. Con piacere apprendo come sia ben chiaro a questa giovane che è necessario cambiare il nostro stile di vita per renderlo più sostenibile e meno impattante. “Le alternative ci sono, basta aguzzare l’ingegno e rendersi partecipi con piccoli gesti pensati. Nel nostro piccolo abbiamo deciso di non acquistare bottigliette di plastica, di proporre anche l’acqua naturale dal rubinetto che qui è buonissima, di limitare gli imballaggi, di utilizzare cannucce e contenitori biodegradabili per i clienti che vogliano portare a casa ciò che non gli può stare nella pancia. I rifiuti organici diventano cibo per gli animali da cortile o vengono compostati per essere utilizzati come fertilizzanti in campagna”.

Sono ormai quasi le 23 quando a fatica, dopo la classica degustazione grappe, decidiamo di iniziare la discesa per la buia strada carrozzabile, quella che di giorno dev’essere una bellissima passeggiata, me la immagino d’autunno.

Lungo la gradevole discesa nel castagneto, mi ritrovo ad ascoltare Sara che racconta a me e Guya come ha deciso di diventare infermiera, rifiutando di fare medicina proprio per stare fin da subito a contatto con i pazienti: una dedizione e un entusiasmo come raramente capita di vedere.

Dopo i saluti e le promesse di rivederci presto, lasciamo Caldonazzo che è quasi mezzanotte. Mentre guido ascolto la conversazione degli altri, ma intanto rifletto: dopo aver conosciuto due ragazze così, volitive e determinate, ma anche generose e attente alle nuove sfide, forse c’è da concludere che il mondo ha ancora qualche speranza.

Per informazioni
www.facebook.com/LOrtiCaNaturalBistrot
lorticanaturalbistrot@gmail.com 

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Una sera all’Ortica della Torre dei Sicconi ultima modifica: 2019-06-13T05:18:25+02:00 da GognaBlog

3 pensieri su “Una sera all’Ortica della Torre dei Sicconi”

  1. 3
    Matteo says:

    se il pane è buono a me non dispiace mica il sughetto…bisognerebbe provare!

  2. 2
    Alberto Benassi says:

    sarà sicuramente buona , ma quella trippa li è un pò troppo affogata nel sugo.
    Nel sugo si, ma più asciutto.

  3. 1
    Matteo says:

    Ma porcaccia di quella miseriaccia…leggere una cosa così chiusi in ufficio in una giornata come questa può essere devastante!
    Capo sei passibile di denuncia per crudeltà verso gli animali

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