Uno&Due

Uno&Due
di lorenzo merlo

Un saluto e Due parole.

Un’obbligata assenza prolungata lo obbliga.
Ha termine oggi la mia collaborazione con Alessandro Gogna come selezionatore di articoli per Totem&Tabù.

Il criterio adottato riguardava voci di tipo controculturale, antiaccademico, poco ortodosso.
Il titolo del blog lo chiedeva: qualche totem e qualche tabù.

Avrei voluto pubblicare un numero maggiore di articoli.
Avrei voluto gestire più equamente i temi considerati.
Avrei voluto selezionarli meglio.

Avevo lo scopo di presentare dimensioni della conoscenza e di piani di lettura della realtà che la nostra formazione tralascia e che la nostra cultura denigra per scienza e per incoscienza.

L’intellettualismo che monopolizza le nostre intelligenze ha bandito la conoscenza estetica.
Gli specializzati tacciano di cialtroneria gli olistici. L’identità corporea e quanto sentiamo di noi e del cosmo, che spesso neppure riconosciamo, vengono dopo a quanto capiamo. Capire annienta l’essere. La vibrissa che siamo, vibra ancora, ma la sua voce è zittita.
Imbrattati da superstizioni – per quanto alcune da Premio Nobel – non abbiamo incertezze quando si tratta di dare bacchettate di scienza e di sua analitico-cognitiva conoscenza. Quando indichiamo la realtà come ovvia e oggettiva, quando pensiamo che dire fatti e dimostrato sia universalmente esaustivo, quando affermando che non è scientifico ci consideriamo in diritto di dare o togliere dignità.
Le maglie del materialismo, dei suoi derivati e dei suoi succedanei, hanno trattato come polvere da nascondere sotto il tappeto quanto non sono in grado di trattenere.

Ho perseguito quel progetto utilizzando articoli anche come provocazioni di indignazione, fastidio, intolleranza, perplessità, disapprovazione, censura se si fosse potuto.

Da ciò, due osservazioni.
Una, il considerevole successo della contestazione degli articoli.
L’altra, che il tempo necessario a un’identità per riconoscere le verità del contesto in cui si è formata, ha bisogno del suo tempo e del suo modo.
L’esperienza non è trasmissibile, capire non conta niente – tranne che in un contesto tecnico-amministrativo – rispetto all’incarnazione e alla ricreazione di un principio.

Naturalmente tutto questo è arrogante.
Come posso permettermi di affermare che qualcuno di noi possa essere aggiornato da uno qualunque?

Tuttavia come è capitato di dire, finché non seguiamo la filologia del salmone – la sola utile per andare all’origine di quanto non fa parte di noi, per scoprire che proprio lì c’era una zona d’ombra che ci tenevamo nascosta – non potremo che essere re solo di noi stessi.
Non che si debba esserlo anche di altri, tuttavia comprendere i talebani è meglio che mandarli a morte, quantomeno per evitare di essere collusi con lo status quo del conflitto permanente, quello che alimentiamo attraverso quei motti d’orgoglio con i quali tanto ci identifichiamo fino a immolarci e a immolare. Talebani delle nostre stesse certezze.

Non mi ritengo esente dalla problematica salmoniana.
Gli articoli di Totem&Tabù, nonché i vostri commenti, sono stati un test permanente per vedere quanto salmone verace o d’allevamento fossi.
Ma la via non è lineare come la cultura cartesiana ci fa credere.
Sprofonda e risale e non ha una vetta.
La sua circolarità disorienta i pesci d’allevamento.

Dunque grazie per l’attenzione, bannato Bonino – senza ironia – incluso.

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Uno&Due ultima modifica: 2019-03-31T04:21:25+02:00 da Totem&Tabù

14 pensieri su “Uno&Due”

  1. 14
    Davide says:

    5 Aprile 2019 @ 13:56
    …grazie. In un mondo in cui il perenne e crescente rumore di fondo induce a “rinchiudersi in bolle”, la sua lucida volontà di spiazzare e controcantare e contraltare ( …neologismo) é stata davvero preziosa.

  2. 13
    Alberto Benassi says:

    Qui c’è spesso ideologia, goliardia, umorismo, da parrocchia caiana. E celodurismo.

    e celodurismo invece non è caiano? Tutti MOSCI i caiani!!

     

  3. 12

    Celodurismo e parrocchia caiana, no. Tutto il resto può andare.

    E’ colpa della felicità massima dei ladini. Mi ha destabilizzato.

  4. 11
    Luca Visentini says:

    Dissento. Come dissentiva Lorenzo Merlo, provocandoci (o stimolandoci?). Qui c’è spesso ideologia, goliardia, umorismo, da parrocchia caiana. E celodurismo. Parlo dei commenti, più che dei post. Fino a trasfigurare i ladini, macchine da soldi.

  5. 10
    Alberto Benassi says:

    «Mascetti: Tarapìa tapiòco! Prematurata la supercazzola, o scherziamo?
    Vigile: Prego?
    Mascetti: No, mi permetta. No, io… scusi, noi siamo in quattro. Come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribàcchi confaldina? Come antifurto, per esempio.
    Vigile: Ma che antifurto, mi faccia il piacere! Questi signori qui stavano sonando loro. ‘Un s’intrometta!
    Mascetti: No, aspetti, mi porga l’indice; ecco lo alzi così… guardi, guardi, guardi. Lo vede il dito? Lo vede che stuzzica? Che prematura anche? Ma allora io le potrei dire, anche con il rispetto per l’autorità, che anche soltanto le due cose come vicesindaco, capisce?
    Vigile: Vicesindaco? Basta ‘osì, mi seguano al commissariato, prego!
    Perozzi: No, no, no, attenzione! Noo! Pàstene soppaltate secondo l’articolo 12, abbia pazienza, sennò posterdati, per due, anche un pochino antani in prefettura…
    Mascetti: …senza contare che la supercazzola prematurata ha perso i contatti col tarapìa tapiòco.
    Perozzi: …dopo…»

  6. 9
    Fabio Bertoncelli says:

    Caro Marcello, anche tu, guida alpina, ti sei messo a parlare ostrogoto.

    Lo so, lo hai fatto apposta, per scherzo.

    Ma non farlo piú! Altrimenti commenterò come fece Fantozzi quando gli fu chiesto un giudizio critico sulla «Corazzata Potemkin»…  😂😂😂

  7. 8

    Senza voler essere trota cercherei nel vento dell’assoluta pietra verde di Livinallongo la verità che Zoroastro ci ha voluto introiettare dal fianco esposto al tremulo rossore protogenetico.

    Anche Bonino resusciterebbe cadendo nel baratro dell’opposto piombando a piè pari sul tema trattato. Ma Bonino esiste? In fondo non ce ne importa, perché l’aratro dell’effluvio fotostatico della sua criniera culturale lo eleva a cavallo di Troia ancor più delle sue innumerevoli mutande pulite portate in viaggio. Una al giorno, come i post del Gognablog e anche più se ci mettiamo Totem e Tabù.

    Il Merlo-Bonino si contrappone al corvo-cattivino in una sarabanda nero scuro, azzerato da zaffate onomatopeiche poggiate sul terebinto dell’ostia latente per cadere verso l’alto come la controcultura che se l’acchiappi ci cadi dietro, se no resti miglio sul fondo della gabbia del canarino bianco. Il pappagallo gira nella lavatrice finché la neve non lo fonde con la sella di rinoceronte, affinché le bluastre sue membra non si rigirino come testa di polpo sul molo al polo, dato garretto schioccante.

    I serbatoi dell’amigdala si svuotano d’aria perché nel cervelletto resta la sostanza che non ci fa precipitare nello spazio lasciato vuoto dall’indifferenza di Pluto. Non è più un pianeta ma una stella dal nome uguale e Paolo lo rimprovera mentre cerca un distributore di tenerezza nella periferia di Cagliari. E le stelle restano mute nell’assordante nottata dell’impostore sui tacchi alti.

    Come le antiche rime tutto passa avanti, trapassando in un calcinculo senza piuma in premio ma con la burbera mirata del custode delle nostre lance. Io potrò dire di esserci stato mentre ero altrove, ma il mio scheletro di plastica stava cercando il cappello da mettersi per la festa dei protozoi del Dolpo.

    Non l’ha trovato, non importa, ma resterà nel nostro subcosciente a marcire mentre l’ala di pescecane sembrerà un pinna nera conficcata nella tenda del tinello arancione.

    The answer, my friend, is blowing in the wind.

  8. 7
    Matteo says:

    Tote e tabù, partito un po’ in sordina si è evoluto nel tempo arrivando a una sua peculiare personalità.

    Spesso l’ho trovato interessante, qualche volta stupefacente, qualche altra insopportabile.

    Qualche volta mi ha divertito e qualche altra mi ha svelato visioni o prospettive nuove.

    Qualche volta mi ha fatto incazzare.

    Pochissime volte mi ha annoiato e quasi mai mi ha lasciato indifferente.

    Credo sia un bel risultato.

    Grazie Lorenzo e fai buon viaggio, prima o poi andremo ancora ad arrampicare assieme

  9. 6
    Antonio Arioti says:

    Ciao Lorenzo, ci mancherai.

  10. 5
    Alberto Benassi says:

    grazie a te Lorenzo per l’opportunità che ci hai dato per farci delle domande.

    Anche se non è stato facile capire quello che scrivi. Ma questo è un problema mio.

  11. 4
    lorenzo merlo says:

    Sono in forma.

    Bello.

    Grazie

    ciao

  12. 3
    Andrea says:

    Ciao Lorenzo, sperando che l’obbligata assenza prolungata non sia dovuta a problemi di salute, un saluto e in bocca al lupo.

     

  13. 2
    Luca Visentini says:

    Ciao Lorenzo, e grazie.

  14. 1
    Massimo says:

    Nonostante io non sia mai stato in accordo con le sue posizioni mi spiacerà non trovare più questi testi.  Saluti

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