Valanga cosiddetta “anomala”

Valanga cosiddetta “anomala”
di Pasquale Iannetti
(lettera aperta inviata al Sindaco del Comune di Pietracamela e al Presidente della Provincia di Teramo)

Pietracamela, 31 marzo 2020
Al Sig. Sindaco del Comune di Pietracamela Michele Petraccia
Al Sig. Presidente della Provincia di Teramo Diego Di Bonaventura
p.c. Al Sig. Prefetto della Provincia di Teramo

Oggetto: Caduta Valanga cosiddetta “anomala” a Prati di Tivo del 27 marzo 2020.

Egregio Sindaco, Egregio Presidente,
inizio questa mia riflessione, prendendo spunto dal termine usato da alcuni giornalisti per descrivere la valanga che si è staccata dalla parete nord del Corno Piccolo e che ha investito e trascinato a valle tre dei 12 O’bellX, istallati nella scorsa estate sulle alte praterie della montagna.

Riporto qui il significato letterario della parola “anomalo”: che fa eccezione rispetto alla norma, irregolare, insolito, non conforme alla regola, di un fenomeno non riconducibile alla maggior parte dei casi presi in esame.

Ho fatto questa premessa per rilevare che, fatte salve la libertà di stampa e di opinione, sarebbe necessario restituire alle parole e ai fatti il proprio giusto significato e valore.

Come voi ben sapete e come ci insegna la storia dei Prati di Tivo, il canale della Giumenta ed il bosco del Calderotto sono stati e continuano ad essere teatro di valanghe, di piccole e di grandi dimensioni, che hanno fatto spesso danni alla vecchia sciovia e all’Hotel Prati di Tivo. Ricorderete certamente di sicuro la valanga del 18 gennaio 2017 (giorno della tragedia di Rigopiano) che è arrivata fino al Residence Prati di Tivo, entrando nei garage, nella cucina e nella hall dell’hotel, creando inoltre seri danni in due appartamenti.

Il Residence Prati di Tivo

Allora Lei, Sindaco, minimizzò, per non dire negò, la gravità dell’incidente e fece la stessa cosa anche il 27 marzo scorso, quando ha nascosto gli effetti della valanga cosiddetta anomala che ha travolto i tre O’bellX. E come mai, il giorno dopo (il 28 marzo) non ne ha parlato nel corso dell’intervista rilasciata alla emittente R+News?

Non devo essere io a ricordarle che Lei, Sindaco, ha avuto in affidamento dalla Provincia la complessa struttura degli O’BellX e, se non lo ha ancora fatto, dovrà denunciare il disastro agli organi di polizia competenti e aprire un’inchiesta insieme alla Provincia, che ne è l’ente proprietario.
Io lo farò a breve, direttamente alla Procura della Repubblica, affinché sia aperto un fascicolo per valutare l’eventuale rilevanza penale degli accadimenti di cui sopra e individuare in tal caso i relativi responsabili.

Per il progetto, l’acquisto e la posa in opera di questi apparati è stata spesa la somma di euro 1.561.600,00 (unmilionecinquecentosessantunomilaseicento) a fronte di 2.000.000,00 (due milioni) stanziati. Per quanto riguarda il resto della cifra (400 mila euro circa) destinata all’acquisto di materiale relativo al 2°stralcio del “Piano delle misure e degli apprestamenti per la sicurezza delle piste da sci, propedeutico alla messa in sicurezza delle attrezzature”, il Presidente Di Bonaventura dovrà specificare come è stato speso.

Per questo complesso progetto è stato dato l’incarico allo studio tecnico Altevie Srl, il cui titolare è l’ingegner Marco Cordeschi di L’Aquila, mentre tutta la componentistica è stata fornita dalla T.A.S., Technologie Alpine de Sécurité s.a. rappresentata in Italia dalla società MND Italia S.r.l. con sede a Gussago (Bs), che credo abbia poi realizzato l’opera.

Come mai tre delle 12 strutture sono state trascinate a valle dalla valanga? Forse sono state posizionate nel posto sbagliato? Vi invito a rileggere cosa scrivevo nella relazione di 20 pagine che vi inviai nel 2018, che vi allego di nuovo in copia (Allegato 2) e, in particolare, andate a rivedere cosa scrivevo, in merito, a pagina 13.

Per tornare al problema di adesso, visto che voi affermate che: ”vi affidate a delle persone che quotidianamente lavorano con la neve e che sanno il fatto loro… sono professionisti e gente qualificata”, penso che sia giunto il momento di chiedere conto ai tecnici di quanto è successo.

In un articolo di ieri 30 marzo, a firma di Stefano Ardito, si legge che quanto avete affermato non è vero. Confermo e condivido quanto detto dal giornalista, specializzato in questioni di montagna e ve ne spiego le ragioni.

Queste sono state le vostre dichiarazioni di ieri:
“Una valanga di dimensioni significative, probabilmente distaccatasi dal Corno Piccolo, nella notte fra il 26 e il 27 marzo è arrivata fino a valle…” Ma come sarebbe a dire: probabilmente?

E ancora: “Un fenomeno inusuale perché il distacco si è verificato in una zona non segnalata neanche dalla carta valanghe regionale; una carta che raccoglie gli eventi degli ultimi cinquant’anni – dichiara il sindaco Michele Petraccia e aggiunge – le abbondanti nevicate dei scorsi giorni, caratterizzate da diverse tipologie di neve per i bruschi cambi di temperature, ha creato una massa instabile che è stata tenuta sotto controllo dai distacchi controllati con il sistema antivalanghe degli O’bell X…”.

Anche questa affermazione non corrisponde al vero. Sindaco Petraccia, se lei sfoglia il progetto che la ditta “Alte Vie” le inviò a suo tempo troverà tutte le planimetrie delle aree dei Prati di Tivo interessate dalle valanghe. Per facilitarle il compito gliene allego una (Allegato n.1).

Ancora a lei, Sindaco, vorrei chiedere anche per quale ragione non ha tenuto in minimo conto la mia lettera (inviata via Pec in Comune, nella sua posta personale e via WhatsApp) del 26 marzo 2020.

Nella stessa la sollecitavo a: “… tener presente che dal giorno 23 marzo 2020 sulla montagna soprastante il Residence Prati di Tivo (dove lei abita) è caduta incessantemente una notevole quantità di neve, che si è accumulata sulle creste e sui canaloni. Purtroppo tutto questo manto nevoso, avendo trovato nel suo accumulo solo erba, non ha potuto sicuramente legarsi con il suolo, quindi con il rialzo termico dei prossimi giorni potrà accadere che si riversi a valle con tutto il suo peso”.

Se si considera il fatto che nel fine settimana ci sarà un graduale aumento della pressione e di caldo su tutta la penisola anche con pioggia, al posto suo valuterei la possibilità, per qualche giorno, di evacuare a scopo cautelativo il Condominio Prati di Tivo…”. Lei non ha ritenuto opportuno prendere alcun provvedimento e nella notte è venuta giù la valanga che ha trascinato a valle tre O’bellX (valore: trecentomila euro). 


La circostanza è stata commentata anche dal presidente della Provincia, Diego Di Bonaventura:
“Un avvenimento, affatto inusuale in montagna, che dimostra l’utilità del sistema antivalanghe scelto dall’Ente sulla base di autorevoli indicazioni e pareri di tecnici qualificati. Mai, come in questo momento, dovrebbe essere chiaro che ci sono scelte e decisioni che non vanno giudicate superficialmente e che le competenze hanno un valore specifico. Per mesi abbiamo assistito a balletti di opinioni e sentenze contro la scelta operata dall’amministrazione. Tutti sono liberi di rappresentare la propria idea, ma mi pare evidente che va recuperata la differenza fra chi ritiene di sapere tutto e chi, invece, per titoli ed esperienza, si deve assumere la responsabilità delle scelte, operando in scienza e coscienza nel campo delle opzioni conosciute e possibili”.

Quelli con titoli ed esperienze hanno per giorni provato a operare con gli O’bellX, provocando un momentaneo distacco delle masse di neve sopra gli apparati istallati sotto al Canale di Mezzo (O’bellX n. 7-8-9 abbattuti) e, nella notte del 26 marzo, quando c’è stato il rialzo termico, una massa nevosa consistente è scivolata a valle, trascinando con sé tutto quello che ha incontrato. Questo è quello che è successo e questo è quello che avevo previsto nella famosa relazione che vi mandai in tempi non sospetti. (Detto per inciso, il 12 marzo 1999, come membro della Commissione tecnica del Comune di Farindola, inviavo una relazione al Sindaco in cui lo avvertivo della pericolosità del famoso canale del Monte Siella e 18 anni dopo a Rigopiano sono morte 29 persone sotto la valanga caduta da quel canale…)

Vi avverto inoltre che gli O’bellX n. 10 -11 e 12 potrebbero fare la stessa fine, in quanto sono stati istallati nella confluenza dei due canali Sivitilli, dai quali, a breve, si potrebbero scaricare a valle altre masse nevose. Un altro mio timore è che gli apparati n.1-2-3-4-5 e 6, sempre se non saranno abbattuti dal vento, per una reiterata inadeguatezza di gestione si potrebbero rendere inutilizzabili, così come è già successo con i generatori di neve (secondo la relazione della ditta MND Italia del 21.09.2017 per ripararli ci vorrebbero 150 mila euro).


Il versante settentrionale del Gran Sasso, sopra agli impianti di Prati di Tivo

Tornando alle affermazioni non corrispondenti al vero, ne riporto altre: “Grazie al puntuale scarico dei pendii, operato con personale specializzato, la valanga è stata frenata e non ha assunto una velocità e una dimensione pericolosa”.

“Un avvenimento raro e pericoloso” opinione unanime è quella espressa dalla Commissione valanghe del Comune di Pietracamela. Opinione confermata anche da Marco Cordeschi, progettista e direttore dei lavori del Piano di messa in sicurezza dei Prati di Tivo, che ha esaminato i dati e il materiale documentale dell’avvenimento: “una situazione molto pericolosa; l’aver messo in funzione il sistema sin dai giorni precedenti ha fatto sì che la valanga non arrivasse fino agli impianti e sulla strada, scaricando i pendii. I tracciati del software che gestisce i dodici O’bellx, esaminati questa mattina dagli esperti, testimoniano il loro funzionamento sin dai giorni precedenti la notte tra il 26 e il 27 marzo, quando si sono verificati due distacchi: una placca dal Corno Piccolo e la seconda dalla prima spalla di contatto. Si tratta di 12 presidi, tre sono stati danneggiati dalla valanga: ma hanno comunque fatto il loro dovere prima di essere divelti dal basamento” precisa Cordeschi.
Hanno fatto il loro dovere!? I tre apparati sono stati travolti da una valanga che è stata generata dalle esplosioni del giorno 26 marzo e avrebbero fatto il loro dovere!!!!!

Continuano le dichiarazioni di Cordeschi: “Tutta la preziosa documentazione è contenuta nel verbale della Commissione e sarà molto utile per la ricostruzione dei fatti rappresentando un valore oggettivo per la gestione del rischio a Prati Di Tivo”. Certamente è una documentazione che sarà utilissima per gli inquirenti, che dovranno valutare l’eventuale rilevanza penale degli accadimenti di cui sopra.

Allo scopo di rendere più chiare le mie parole, Vi chiedo di perdere 50 secondi del vostro tempo per capire che gli O’bellX possono fare danni e che non sono adatti per la nostra località.
Nel seguente video c’è un esempio di quello che potrebbe accadere anche a Prati di Tivo.

Nelle immagini si vede chiaramente che le esplosioni sono tre e mentre la neve scende dai pendii, genera un effetto domino, mandando a valle una valanga di dimensioni impressionanti. Nella registrazione si sentono le risate degli occupanti dell’elicottero. Sicuramente non avranno riso più quando avranno scoperto che hanno distrutto quattro fabbricati nella valle sottostante. “L’effetto domino” è una reazione a catena che si verifica quando un piccolo cambiamento climatico è in grado di produrre a sua volta un altro cambiamento analogo, dando origine ad una sequenza lineare.

Vi invito, Sindaco Petraccia e Presidente Di Bonaventura, a riflettere seriamente su quale sia il vostro dovere e su ciò che è giusto fare al riguardo, perché è la collettività che ve lo chiede ed è il vostro ruolo a imporvelo; con questi vostri progetti avete messo in grave difficoltà il Comune montano turisticamente più importante della Provincia di Teramo.

Sicuro di condividere con voi il desiderio di operare nell’interesse della comunità della montagna, Vi ringrazio per l’attenzione e vi invio distinti saluti.

Pasquale Iannetti

Lettera inviata con 2 allegati.

Per ulteriore approfondimento, si vedano questi altri due documenti:
La società Gran Sasso Teramano Srl una vergogna, 26 aprile 2018
Petizione contro la istallazione degli O’bellX, 2 luglio 2018

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Valanga cosiddetta “anomala” ultima modifica: 2020-04-02T00:01:00+02:00 da GognaBlog

4 pensieri su “Valanga cosiddetta “anomala””

  1. 4
    Arcangelo Paolucci says:

    Nel 1968, alla fine di marzo , tornando da una salita al canale Acitelli,  Marco Florio ci rimprovero’ ( a me e ai miei compagni di salita) perché notoriamente, a memoria dei Pretaroli, alla fine dell ‘ inverno,  una valanga si staccava proprio dall’ attacco dell’Acitelli ed arrivava fin dentro la Giumenta. I Petraroli consideravano questo fenomeno la fine dell’inverno.  Ora si sono dimenticati di questa saggezza secolare? 

  2. 3
    daniele piccini says:

    Niente di nuovo sotto il cielo, soprattutto i tanti frastornanti silenzi, il motto è tacere tanto poi tutto passa. Complimenti Iannetti, il silenzio dei tanti ti fa onore.

  3. 2
    Luciano pellegrini says:

    Ti auguro che la tua determinazione e la testa dura degli abruzzesi, possano sortire un buon risultato. E’ difficile, perché noto che sei solo a combattere, anche se Filippo di Donato e Stefano Ardito, hanno scritto un loro articolo, per contestare questo progetto. E’ ovvio che il sindaco, la provincia, il costruttore, l’impiantista, lo difendono. Non ho capito perché questi impianti sono stati installati nel mese di febbraio, a fine stagione invernale, se così si può definire, considerando la quasi assenza di neve. Invece, a fine marzo c’è stata una abbondante nevicata, che ha provocato una valanga acquosa, che poteva essere utile per verificare il loro funzionamento. Come riferito, la valanga acquosa ne ha abbattuti tre.  Probabilmente, dovrà essere migliorata la struttura dei pali. Insomma, bisogna aspettare la relazione tecnica e le verifiche, che faranno gli enti preposti.

  4. 1

    Complimenti Pasquale, sempre sul pezzo!Uno dei grossi problemi, a seguito di diversi episodi che ho potuto monitorare in merito alla gestione di situazioni sui generis, è che si lascia spazio a professionalità, sicuramente opportune ed esclusive in altri campi ma assolutamente fuori posto in ambito montano e soprattutto nevoso.Buon lavoro!

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