#WildValpelline

#WildValpelline

Lettura: spessore-weight(2), impegno-effort(2), disimpegno-entertainment(2)

E’ da qualche anno che l’associazione NaturaValp promuove in Valpelline un turismo responsabile, a contatto con la natura e l’agricoltura (www.naturavalp.it).

NaturaValp raggruppa in questo momento circa 80 soci (di cui 30 sono attività imprenditoriali, tra attività ricettive, guide alpine, agricoltori, artigiani del legno). Nell’articolo 2 dello statuto è detto “Lo sviluppo del turismo deve essere basato sul criterio della sostenibilità, ciò significa che deve essere ecologicamente sostenibile nel lungo periodo, economicamente conveniente, eticamente e socialmente equo nei riguardi delle comunità locali e deve escludere ogni forma di aggressione al territorio e alle coscienze. Non rientrano in particolare tra le forme di turismo compatibili con le finalità dell’associazione il diporto motoristico aereo e fuoristrada”.

La Valpelline è il cuore di quella vasta e ampiamente selvaggia regione (versante meridionale delle Alpi Pennine) che, assieme alle vicine valli di St-Barthélemy, Ollomont e Gran San Bernardo, occupa i grandi spazi montani tra Valtournenche e Courmayeur. Alla base dei colossi delle Grandes Murailles, della Dent d’Hérens, del Grand Combin e del Mont Vélan.

NaturaValp si è sempre dichiarata contraria alla pratica dell’eliski nella valle (e con forti dubbi anche nelle valli degli altri!). Nel 2012, dopo un lungo confronto-scontro con le amministrazioni, finalmente sono riusciti a fare sì che gli amministratori abbandonassero i progetti relativi all’eliski. Ma il pericolo è sempre in agguato, in questo periodo sta iniziando di nuovo a tirare aria di eliski, con un progetto delle Guide Alpine Valdostane e con alcuni amministratori che tornano alla carica.

I segnali preoccupanti arrivano da più parti e non è assurdo pensare che un progetto più convincente di altri possa allettare, con il miraggio di un po’ di cassa, qualche comune in difficoltà, facendo cambiare idea alla popolazione che attualmente è dalla parte di NaturaValp.

L’associazione ha quindi organizzato nel week end del 13-14-15 aprile 2018 una manifestazione per sostenere il tema dello scialpinismo in Valpelline, dove sono disponibili 372 posti letto al di sopra dei 2.000 m in rifugi e bivacchi utilizzati storicamente dagli scialpinisti. Solo a Bionaz le presenze turistiche sono passate da 10.000 a 24.000, semplicemente raccontando alla gente che in quella valle non ci sono impianti di risalita, motoslitte o elicotteri.

Dopo il convegno del venerdì, il giorno dopo le comitive di partecipanti hanno raggiunto i quattro rifugi (Prarayer, Aosta, Nacamuli e Crête Sèche) per poi fare una vetta la domenica e testimoniare lo slogan #WildValpelline.

Daniele Pieiller, custode del rifugio della Crête Sèche (www.rifugiocreteseche.com) e gestore dell’ Hotel Alpe Rebelle (www.alperebelle.com), è stato l’anima di questa iniziativa: “Lo spirito della serata informale di venerdì 13 aprile 2018 è stato quello di elogiare il turismo “dolce” in montagna, a contatto con la gente e la natura, lontano dai motoriproprio per evitare che sul territorio della Valpelline si propongano progetti assurdi (battello sulla diga, eliski, motoslitte, ecc.) che potrebbero compromettere in maniera importante il progetto di turismo responsabile che sta portando avanti NaturaValp con tanta energia”.

Gli ultimi arrivati in famiglia Pieiller

La serata del 13 aprile 2018
di Marco Tesoro

E’ stato un momento importante per la Valpelline: in una sala del comune di Oyace si sono ritrovati “montagnard” famosi e non, a parlare di montagne famose e non, di stili di vita in ambiente alpino, per poter far vivere questi luoghi non toccati dal turismo di massa: si è parlato di “Wild Valpelline”.

Tutti i relatori conoscono e amano la Valtellina perché per diversi aspetti può considerarsi unica nel suo genere rispetto alle altre belle vallate della Valle d’Aosta; il pubblico presente, valdostani ma anche turisti, ha avuto il piacere di sentire elogiare la propria vallata o il luogo scelto per le proprie vacanze.

Qui di seguito il breve riassunto di quanto detto dai relatori.

Oyace, 13 aprile 2018. Da sinistra, Christian Brady, Alessandro Gogna, Patrick Favre, Enrico Camanni, Bernard Marnette, Christian Fontaine, Patrick Gabarrou, Eric Viret.

La Valpelline descritta dalle guide locali si presenta sotto tre grandi aspetti:

▪ la possibilità di effettuare itinerari alpinistici e/o scialpinistici tra i più belli della Valle d’Aosta senza l’affollamento delle più blasonate mete;

▪ la possibilità di escursioni invernali ed estivi su percorsi di media montagna all’interno della più grossa riserva naturale della Valle d’Aosta: la riserva di Montagnayes;

▪ la ricerca di una prestazione sportiva ad alto livello sulla pista di biathlon di Bionaz, la stessa pista capace di regalare a grandi e piccini una giornata di relax e divertimento scivolando sulle nevi nel bosco.

Queste attività vengono inserite all’interno del tessuto sociale della Valpelline in quanto le guide includono sempre nella loro proposte la visita ad aziende agricole o comunque il contatto con la popolazione locale.

La Valpelline descritta dalle guide “fuori Valle” si presenta come una realtà affascinante perché con caratteristiche di unicità non più presente in molte altre vallate alpine perché la montagna è stata standardizzata come un qualsiasi prodotto commerciale da vendere a turisti in cerca di divertimento superficiale, dove vengono venduti impianti di risalita, eliski, cucina internazionale, discoteche, SPA; tutto uguale da Kitzbühel a Cervinia, da Zermatt a St. Moritz, da Chamonix alla Val d’Isère.

Chi vive in città spesso non è a conoscenza dell’esistenza di realtà come quelle della Valpelline, ma quando le scopre ne resta affascinato. Questi luoghi, come tutte le vallate alpine, devono essere preservati in quanto patrimonio ambientale e sociale di tutti.

Lì per secoli il paesaggio e l’economia alpina sono rimasti immutati, ora tutto si sta modificando velocemente e le comunità locali non riescono a stare al passo con questo cambiamento e quindi corrono il rischio di soccombere.

La Valpelline descritta dalle guide francesi e belghe si presenta come il luogo in cui ritornare, in quanto “ montagna vera” che permette un contatto totale con la natura alla ricerca del proprio equilibrio e delle proprie radici: una montagna dell’anima.

Oyace, 13 aprile 2018. Da sinistra, François Viret e Danile Pieiller

Hanno preso parte alla serata:
Patrick Favre, olimpionico e ora allenatore della nazionale italiana di biathlon di Bionaz;
Christian Brady, Guida alpina della Valpelline;
Dario Mortara, gestore del rifugio Magià di St. Barthélemy;
Enrico Camanni, alpinista scrittore giornalista (conduttore della serata);
Alessandro Gogna, alpinista e storico dell’alpinismo;
Ettore Personettaz, maestro di snowboard e mountain-bike di Allein;
Patrick Gabarrou, guida alpina francese e alpinista internazionale;
Francois Viret, guida alpina francese;
Christian Fontaine, alpinista belga;
Bernard Marnette, alpinista belga, giornalista e scrittore di montagna;
Eric Fabry, funzionario internazionale belga;
gli amministratori dei comuni di Valpelline, Oyce e Bionaz;
gli abitanti ed i turisti della Valpelline e della Valle d’Aosta.

Manifesto programmatico #WildValpelline
I promotori dell’Associazione NaturaValp, gli amanti della Valpelline, gli ospiti presenti in occasione delle iniziative del 13, 14 e 15 aprile 2018 organizzate per la promozione dell’ambiente montano quale ambito di vita, lavoro e divertimento della popolazione locale e dei frequentatori occasionali di questi luoghi, vogliono dar vita a un momento di riflessione, di elaborazione e di confronto per offrire a tutti un’occasione di impegno e di partecipazione.

Noi abitanti, frequentatori, allevatori, agricoltori, artigiani e operatori turistici della Valpelline abbiamo deciso di aggregarci e collaborare per dare vita ad un progetto di largo respiro che ci renda protagonisti attivi nelle scelte di sviluppo della nostra comunità e soprattutto orgogliosi dei luoghi in cui siamo.

Siamo convinti che la Valpelline debba trovare una strategia importante di sviluppo e promozione turistica perché possiede delle peculiarità straordinarie.

Siamo consapevoli del fatto che ci distinguiamo dalla maggior parte delle vallate laterali valdostane per il fatto di essere sprovvisti di importanti impianti di risalita o grandi infrastrutture e lontani dal così detto turismo di massa.
Il territorio montano che la caratterizza è tra i più selvaggi e incontaminati della Valle d’Aosta.

Noi stiamo prendendo coscienza che questi aspetti non possono e non devono essere visti come carenze della nostra offerta turistica ma in questo momento devono essere vissuti come peculiarità importanti e ricercate da turisti consapevoli e alla ricerca di territori veramente diversi dai loro.

Vogliamo recuperare la memoria storica spesso dimenticata e tutelare la nostra prima fonte di sostentamento: l’ambiente montano.

Intendiamo valorizzare le usanze tradizionali che nell’ambito dell’agricoltura e del turismo spesso coincidono con le più moderne buone pratiche sostenibili.

Ci impegniamo a contribuire alla riflessione inerente alcuni grandi temi:

  • Promuovere la conoscenza del territorio della Valpelline attraverso iniziative di carattere economico, culturale, sociale, didattico, per la realizzazione di uno sviluppo responsabile del turismo;
  • Lo sviluppo del turismo deve essere basato sul criterio della sostenibilità, ciò significa che deve essere ecologicamente sostenibile nel lungo periodo, economicamente conveniente, eticamente e socialmente equo nei riguardi delle comunità locali e deve escludere ogni forma di aggressione al territorio e alle coscienze;
  • Non rientrano in particolare tra le forme di turismo compatibili con le finalità dell’associazione il diporto motoristico, aereo e fuoristrada.
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#WildValpelline ultima modifica: 2018-05-03T05:33:04+02:00 da GognaBlog

6 pensieri su “#WildValpelline”

  1. 6
    emanuela says:

    Grazie!

  2. 5
    Alberto Benassi says:

    “Salita in elicottero fino al bivacco Tiziano (campo base) dove i vari gruppi si potranno preparare per le salite con gli sci d’alpinismo e potranno lasciare il materiale extra nel bivacco. Rientro previsto per il pomeriggio, dove ad aspettarci ci sarà il cuoco Enzo con una super merenda!! ”

    tanto di supermerenda con lo Chef….che maestro di alpinismo!!

  3. 4
    daniele says:

    Non vi preoccupate, ormai la nostra scelta di promozione e sviluppo del turismo responsabile è entrata con vigore e convinzione anche nella comunità locale. La Valpelline entrerà a spada tratta insieme ad altre vallate nel turismo del futuro, che sarà quello che riuscirà a concedere alle generazioni future l’autenticità della montagna. Parole d’ordine: Aria e acqua pure; cultura; saperi & sapori!!

     

     

  4. 3
    sergio bella says:

    bravi!

    qui invece, un altro “maestro di alpinismo”, va purtroppo in senso contrario…  http://www.guidetrecimedilavaredo.it/it/scheda-news.php?id=85

  5. 2
    Giorgio Daidola says:

    Evviva la Valpelline! Evviva la Val Maira! Che siano di esempio per un nuovo turismo alpino!

  6. 1
    Carlo Crovella says:

    Spero che non demordano!

    Specie sul fronte lotta all’eliski!

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